Relooking: Da incontro Virtuale a progetto Reale

Tutto ha inizio su Houzz

Non è chiaro quale sia stata la molla che ha spinto Angela a contattarmi, si sa soltanto che trascorsa una decina di minuti dal mio intervento sul forum, il mio telefono squilla.

E’ una voce che mi raggiunge da più di 1000 km di distanza e chiede il mio aiuto.

Ancora non sapevo che quello sarebbe diventato il mio primo VERO PROGETTO A DISTANZA, dico VERO perché seguito passo passo in tutte le sue fasi (di solito il progetto a distanza si ferma a livello concept).

SI PUO’ FARE

Angela mi illustra il suo problema: “UN PAVIMENTO IMPOSSIBILE DA ABBINARE”, almeno questa era la sua convinzione.

Ma partiamo dall’inizio:

la grande villa in cui vive Angela ha un pavimento in granito rosso che abbinato all’arredamento ed alle finiture esistenti rende l’ambiente cupo e lei lo recepisce inospitale ed ostile.

Non riesce a capire cosa non va: è davvero tutta colpa del pavimento o forse l’arredamento che aveva scelto anni prima lei dice “Fa schifo” io dico non la rappresenta più?

Qualunque sia la ragione, ecco cosa dobbiamo fare: andare alla ricerca di nuovi materiali, nuovi colori, nuovi oggetti, forse questi ultimi non tutti così nuovi: come scopriremo strada facendo, un certo numero di oggetti, infatti, giungerà direttamente dalla cantina per raccontare la storia di famiglia.

Angela è desiderosa di risolvere questo problema ma un po’ sfiduciata: non sono la prima persona a cui si è rivolta e le soluzioni che le sono state prospettate, implicavano un investimento economico fuori dalla sua portata, almeno in quel momento.

Vista dopo il Relooking (ancora work in progress)
Vista prima del Relooking

UNA NOTA DOLENTE: IL BUDGET

Quando il budget è illimitato tutto può essere risolto facilmente ma … come il più delle volte accade, Angela sta attraversando una fase particolare della sua vita che la costringe a fare attenzione al portafoglio e di conseguenza le scelte andranno valutate con ponderazione.

Ed eccoci giunti di fronte alla prima scelta:

CONSULENZA o PROGETTO?

Angela dopo aver compreso la differenza tra consulenza e progetto sceglie la prima: le basta un’idea, mi dice, poi sarà lei in prima persona a fare i passi successivi; “Non sarà poi così difficile!” pensa. “Se si deve risparmiare tanto vale iniziare dal progetto!

Sottovalutare l’importanza del progetto è un errore comune, del quale il 60% delle persone si rende conto quando ormai è troppo tardi, mentre il restante 40%, convincendosi che non era possibile fare di meglio, si accontenta e non scoprirà mai quale risultato avrebbe potuto ottenere facendosi affiancare da un progettista.

In ogni caso la scelta è fatta:

restiamo d’accordo che mi avrebbe mandato tutto il materiale richiesto e ci siamo date appuntamento per una video chiamata nei giorni successivi.

NON TUTTE LE CIAMBELLE RIESCONO COL BUCO

Mi preparo studiando la planimetria della zona giorno e raccogliendo idee da suggerire ad Angela, interpretando le sue richieste. Arrivo al giorno dell’appuntamento tutta gasata: ho le idee ben chiare riguardo alle modifiche da fare per raggiungere l’obiettivo. Sicura di aver fatto centro le mostro una moodboard ma … ahimè non sortisce in Angela l’effetto sperato.

RACCONTARSI E’ INDISPENSABILE

La video chiamata però sarà molto utile: Angela mi racconta qualcosa di se, della sua famiglia e della sua casa:

“Sono un medico. Il periodo fa schifo. Siamo sottoposti ad uno stress epocale. E tutto si affastella. Separazione, emergenza, lavoro interrotto, difficoltà.”

“… venderla non posso. C’è il sangue di mio nonno in queste pareti …Mantenere la casa è un regalo alla sua memoria.”

Adesso è tutto più chiaro, le apparenti contraddizioni di Angela il suo desiderio di cambiamento ed allo stesso tempo di conservazione: la sua casa racconta la storia della sua famiglia di origine ed allo stesso tempo la storia della famiglia che si è costruita e che adesso non c’è più, o meglio non esiste più così com’era all’inizio perché come mi ha detto si trova nel bel mezzo di una separazione.

Occorre valutare con perizia ciò che vogliamo conservare e ciò di cui vogliamo liberarci e soprattutto la decisione dovrà tener conto non solo del valore estetico dell’oggetto ma anche o forse soprattutto di ciò che rappresenta per Angela.

Decido di aggiustare un po’ il tiro e modifico la mia moodboard basandomi sulle nuove informazioni ottenute e la reazione è stata molto positiva, Angela mi risponde così:

“Non sembrano lavori costosissimi ma ci ha preso in pieno” .

Le dedico ancora un po’ del mio tempo per spiegarle nel dettaglio come dovrà procedere: i colori da scegliere, i materiali, dove e come dovranno essere distribuiti, facciamo il punto della situazione anche riguardo agli arredi da mantenere e/o rinnovare e quelli da eliminare definitivamente.

Angela è molto soddisfatta e lo sono anch’io soprattutto quando ricevo questo messaggio

“Il progetto prende forma grazie al suo aiuto. Mi proietta su una posizione differente. Guardo in giro non più rabbiosa o angosciata ma propositiva. E’ come se stessi facendo un regalo a me stessa.”

L’IMPORTANZA DELLA RAPPRESENTAZIONE 3D E DEL RENDER

D’ora in poi Angela dovrebbe riuscire a cavarsela da sola, ha tutte le indicazioni di cui ha bisogno ma sembra che non sia così, cerca in giro gli arredi ed i materiali da acquistare ma i preventivi sono eccessivamente fuori budget. Angela decide che realizzerà il relooking per gradi.

Nel frattempo arrivano gli artigiani per prendere le misure e preparare i preventivi di pittura e rivestimento delle pareti e non si astengono dall’esprimere la loro opinione sui colori mettendo in dubbio le scelte fatte e così fanno anche mobilieri ed amiche varie.

Angela inizia a dubitare delle scelte fatte, sta investendo parecchio in questo relooking e non solo a livello economico; si aspetta molto dal nuovo ambiente: dovrà diventare il porto sicuro in cui rifugiarsi, sentirsi a proprio agio; guardarsi attorno dovrà riempirla di gioia e di orgoglio, non si possono fare errori!

Mi rendo conto che è necessario mostrarle quale sarà il risultato finale.

Il render non era previsto nella consulenza ma decido comunque di realizzare un 3d volumetrico dipingendo, con il colore stabilito porzioni di pareti e rivestendo con i mattoncini scelti altre porzioni e naturalmente inserendo il nostro pavimento , si proprio lui quello impossibile da abbinare!

Improvvisamente Angela riesce a vedere ciò che non riusciva ad immaginare, è davvero entusiasta, ormai nessuno può più farle cambiare idea, non solo è certa che la sua zona giorno dovrà diventare proprio così ma la vuole vedere finita il più in fretta possibile, probabilmente dovrà fare qualche piccolo sacrificio ma ne vale la pena, adesso lo sa.

DA CONSULENZA A PROGETTO

L’incubo ha inizio

Ma no, che dico!

In realtà è stato un divertimento (grazie anche alla simpatia di Angela), non sono mancati, però, piccoli imprevisti da affrontare, ma andiamo per gradi alla scoperta delle potenzialità ed anche dei limiti del progetto a distanza.

In attesa di iniziare il lavoro si parte con la ricerca dei materiali e degli arredi, non posso certo accompagnare Angela personalmente, ci separano più di mille chilometri, ma riuscirò comunque a partecipare agli acquisti: accompagno virtualmente Angela in giro per negozi, trasformandomi in una home personal shopper virtuale, sempre presente non solo per gli acquisti on line ma la affianco, rendendomi disponibile su WhatsApp, anche mentre visita i negozi della sua città.

Devo ammettere, è stato un tantino impegnativo. Mi arrivavano videochiamate improvvise, cogliendomi alla sprovvista e costringendomi a presentarmi con l’Henné in testa o con lo spazzolino da denti in mano, “Porca miseria! Proprio adesso doveva chiamarmi?” ma come dirle di no, le avevo promesso che non l’avrei lasciata sola. Beh, vediamo il lato positivo, le distanze tra noi si sono accorciate e sicuramente per me è stato più facile inquadrare le sue esigenze ed i suoi desideri.

(E’ stato un progetto test ed è stato interessante e coinvolgente ma… se desideri che ti aiuti con gli acquisti, niente sorprese, accordiamoci su giorno ed orario!)

Certo sono disponibile ad affiancare Angela ma sono consapevole che la distanza pone dei limiti oggettivi a ciò che posso fare, limiti che Angela, da non addetta ai lavori comprende con difficoltà: in modo particolare, la scelta dei colori, che si tratti del colore della stoffa che servirà a foderare il divano o del colore della pittura per le pareti, o del colore dei mattoncini che dovranno rivestire una parete della stanza, io posso dare delle indicazioni ma la scelta finale tra le varie nuance di uno stesso colore, questo non è possibile giudicarlo attraverso lo schermo del computer o dello smartphone.

Qualcuno di voi potrebbe obiettare che esistono i codici Pantone per identificare un colore, senza possibilità di errore. E’ vero, ma per capire se il colore è giusto, si deve sempre fare una prova sulla parete ed a quel punto solo chi è presente di persona può giudicare.

Fortunatamente per la pittura Angela ha un grande alleato: l’artigiano che ha scelto, ci mette a disposizione tutta la sua esperienza: diventerà i miei occhi in cantiere e non solo per aiutare Angela nella scelta del colore ma per segnalarmi tutte quei piccoli dettagli che potrebbero aver bisogno di modifiche e che notati per tempo, non si trasformeranno in problemi.

Tutto sembra procedere a gonfie vele: i mattoncini sono stati ordinati, la nuova, grande porta a vetri che chiuderà la cucina pure. La nuova parete attrezzata ci ha portato via parecchio tempo ma alla fine siamo riuscite a trovare il giusto compromesso tra estetica e budget.

Il divano resterà ma la sarta di fiducia di Angela lo rivestirà con un nuovo tessuto di colore grigio.

Finalmente i lavori iniziano, Angela mi aggiorna quotidianamente, dopo aver ridimensionato la porta della cucina, si parte con il rivestimento in pietra della parete dietro il divano e quasi si sfiora la tragedia: i mattoncini, avrebbero dovuto essere di un colore tendente al giallo, simile al tufo che avevo suggerito io, invece quelli che sono stati consegnati hanno una sfumatura rosata, esattamente l’effetto che volevamo evitare!

Angela è sconvolta: i mattoncini non si possono restituire; ma come è potuto accadere!? Indaghiamo a fondo ed ecco scovato l’inghippo: Angela ha visto il campione in negozio, appeso alla parete, sotto una luce che lo faceva apparire di colore diverso.

Cerchiamo tutti di rasserenare Angela che è fuori di se, ma con scarsi risultati, ormai si è convinta il progetto è compromesso, il risultato non potrà essere quello immaginato.

Quando finalmente si calma, cerco di spiegarle che a tutto c’è rimedio: se in negozio i mattoncini apparivano gialli, ebbene anche nel suo soggiorno avremmo potuto ottenere lo stesso effetto, sarebbe stato sufficiente scegliere l’illuminazione adatta.

Ce la siamo vista brutta, ma il primo grosso scoglio è stato superato!

Adesso si passa alla pittura: la porta d’ingresso, si apre direttamente sul soggiorno, portandosi dietro tutta la strumentazione elettrica di citofono & co. In una casa così grande non può mancare una separazione, sia pure minima, fra ingresso e soggiorno.

Che fare?

Semplice: il colore, il grande alleato del relooking, riesce sempre a fare miracoli! Creiamo una scatola grigia che definisce questa zona e per accentuare l’effetto di separazione ne delimitiamo una parte con sei tubi metallici posizionati a distanza regolare che vanno da pavimento a soffitto.

Ancora non lo sapevo ma il colore grigio da me suggerito, ha continuato a destare delle perplessità negli artigiani. Una volta finito di dipingere però si sono completamente convinti, infatti mi arriva una telefonata di Angela: “il colore è perfetto, anche gli artigiani che hanno realizzato il lavoro, sono rimasti sorpresi, non se lo aspettavano!”

Mentre i lavori procedono, continua la scelta degli arredi, si dovrà cambiare idea più di una volta: il tavolo scelto da Angela, potrebbe richiedere un’attesa troppo lunga, quindi si ricomincia la ricerca!

Certo che arredare casa è impegnativo, mi dice Angela, non me lo aspettavo!

Quello che invece non è faticoso, ma solo divertente sono le spedizioni in cantina, alla ricerca di vecchi oggetti di famiglia e nella cantina di Angela c’è davvero di tutto!

Arriva la grande porta scorrevole e con lei il secondo problema: le misure non sono state prese correttamente ma questo si risolve rapidamente: la parete è molto grande ed è sufficiente slittare leggermente gli arredi.

(Nota: Non sottovalutare il rilievo; le misure devono essere prese con cura, niente approssimazioni. Per questo ho creato un pdf nel quale spiego come si esegue il rilievo della casa o di un singolo ambiente.)

DA COSA NASCE COSA

E con lo studio che si fa?

“Ritrovarmi fra qualche mese con la casa sottosopra per sistemare lo studio, non la intendo proprio!” Pensa Angela, ma il budget ormai è stato sforato; sostituire le librerie, come era in programma, non se ne parla proprio!

Allora, via con il relooking delle vecchie librerie che saranno non solo dipinte di bianco, in sostituzione del nero che incupiva troppo ma saranno anche riposizionate per creare una nuova composizione più ariosa e leggera.

E qua si incontra il terzo ostacolo. Il solito vecchio rilievo! Questa volta non si tratta delle misure, queste sono esatte ma di un condizionatore a parete che non è stato segnalato e del tipo di apertura della finestra.

L’intero lavoro è quasi giunto a termine, gli artigiani si sono resi disponibili per montare la nuova composizione di librerie, sebbene fosse domenica: il lunedì successivo avrebbero iniziato a lavorare altrove.

E’ quasi mezzogiorno e mi arriva una chiamata che si apre con la tipica frase che non promette niente di buono: “Roberta abbiamo un problema”; le librerie non possono essere disposte esattamente come deciso, a questo punto non ci resta che modificare la composizione in tempo reale: ci vediamo su skipe, io apro Rhinoceros il programma che utilizzo abitualmente per i miei progetti ed in condivisione schermo inizio a cambiare la disposizione degli arredi, Angela mi da la sua approvazione. Bene, anche questa è fatta!

Ormai mancano solo piccole cose e mentre aspettiamo la consegna degli arredi acquistati, Angela spronata da me, tenta di realizzare personalmente il relooking di un vecchio baule e la realizzazione di alcune mensole per la nicchia e si scopre davvero brava!

Il progetto ancora oggi non è del tutto terminato, per cui se siete curiosi di vedere il risultato finale con anche i piccoli dettagli non mancate di visitare il mio sito nei mesi a venire.

Se la storia di Angela ti ha convinto che un progetto può essere gestito anche a distanza, cosa aspetti CHIAMAMI non vedo l’ora di conoscerti