Che cos’è un render?

Roberta stai scherzando vero!?

Sul serio credi che esista ancora qualcuno che non sa cos’è un render?

Aspetta, aspetta, lo so, ormai il termine render è entrato nel linguaggio comune, grazie anche alla diffusione di software di rendering disponibili gratuitamente on line.

Gli stessi programmi che tutti noi abbiamo provato ad utilizzare almeno una volta, hanno contribuito a dare al grande pubblico di non addetti ai lavori un’idea sbagliata di render.

Ho iniziato a prenderne consapevolezza tempo fa, quando mi sono iscritta ad un sito che fornisce preventivi gratuiti.

Subito dopo l’iscrizione hanno iniziato ad arrivarmi, da parte di persone che stavano ristrutturando od arredando casa, richieste di preventivi per il render di una stanza o di un intero appartamento.

Mi chiedevano il render ma in realtà si aspettavano di ricevere un progetto.

Ma allora cos’è un render?

Navigando sul web ho trovato questa definizione che riporto testualmente

… il render non è altro che una rappresentazione digitale che nasce da un modello tridimensionale al quale sono applicate texture di materiali reali, il tutto illuminato da luci che simulano il comportamento di fonti naturali ed artificiali”

Cosa, cosa? Il render nasce da un modello tridimensionale?

Ma questo significa che prima del render è necessario costruire un modello tridimensionale!

E come faccio a costruire un modello tridimensionale se a monte non c’è un’idea progettuale?

Roberta, vuoi dire che non può esistere render in assenza di un progetto?

Proprio così!

Torniamo alla nostra definizione “… al quale sono applicate texture di materiali reali”

Ma quali materiali applichiamo al nostro modello tridimensionale?

Texture di materiali indicati da te o scelti dal progettista/

renderista?

Scelti a caso? Solo seguendo un’idea estetica finalizzata a realizzare una bella immagine da guardare o seguendo un’idea progettuale?

Lo so stai pensando, ci mancherebbe altro, stiamo parlando della mia casa! Non deve essere semplicemente una bella immagine da ammirare!

Minimo deve essere bella da vedere, funzionale da vivere, pratica da tenere in ordine e dobbiamo riuscire a far stare, cucina, pranzo soggiorno in 18 mq, e ci piacerebbe pure starci comodi e riuscire a riporre tutta la batteria di pentole ed il corredo di porcellane che ci ha regalato la zia Pina, per il matrimonio.

Ed i colori dovrebbero essere quelli che mi fanno stare bene ma li vorrei anche alla moda e soprattutto vorrei non correre il rischio che possano stancarmi ma … non so proprio quali potrebbero essere.

Ma allora avevo capito bene! Non vuoi solo un render, vuoi proprio un progetto!

Non dimentichiamo le luci!

Importantissime in un render ed ancora più importanti nella realtà!

Ma allora dillo che vuoi anche la progettazione della luce!

O forse no, mi sono sbagliata, non vuoi un progetto, vuoi davvero solo vedere come starebbe il letto davanti all’armadio.

In questo caso ci sono tantissimi software on line che ti danno la possibilità di divertirti a spostare gli arredi (messi a disposizione dal programma) da una parte all’altra della stanza ed il tutto, udite udite! Gratis!

Il progetto redatto da un designer, invece ha un costo, ma vale tutto quel che paghi!

La scelta del parquet

Il pavimento è l’elemento che più di ogni altro determinerà il carattere della casa, non solo , è anche uno di quegli elementi destinato ad accompagnarci per un tempo molto lungo; questo è sufficiente per capire quanto sia importante questa scelta e quanto sia importante non lasciare che la decisione sia determinata esclusivamente da un fattore estetico. E’ bene investire un po’ di tempo per conoscere le sue caratteristiche in modo da fare una scelta consapevole.

Per scelta del Parquet molto più che per altri materiali è bene saper distinguere le varie tipologie che il mercato offre, per essere in grado di capire qual è il rapporto qualità prezzo che risponde meglio alle nostre esigenze.

Esistono numerose tipologie di parquet, che si differenziano per tipo di essenza, spessore di legno nobile, dimensione del singolo listello, tipo di finitura e tipologia di posa.

Iniziamo col fare una prima grande distinzione: parquet in massello e parquet in multistrato.

Il Parquet (sia in legno massello sia in multistrato) a seconda della finitura superficiale può essere

  • grezzo, ovveroda levigare in opera
  • precalibrato, ovvero da posare, carteggiare e trattare in opera
  • prefinito,ovvero già finito e solo da posare

Parquet massello

è il parquet classico quello “di una volta” ed è formato da un unico strato di legno nobile, con spessore regolare e profilo costante, nella maggior parte dei casi, sul mercato, si trova “grezzo” ovvero da levigare e lucidare.

E’ in assoluto il parquet più pregiato ed anche il più costoso: è più costoso non solo per la quantità di legno nobile ma anche per il maggior tempo necessario per la messa in opera che contribuisce all’aumento del costo finale del parquet.

Ad un costo maggiore però corrisponde una maggior durata: il parquet tradizionale può essere levigato/lamato più volte, tenendo conto che la levigatura è consigliabile farla ogni 10 anni e questa pratica riduce lo spessore del parquet di circa 1mm (qualche volta meno) è facile capire quanto lunga potrà essere la sua vita.

Un altro vantaggio del parquet in massello è la sua maggiore capacità di isolamento che aumenta con l’aumentare dello spessore del legno.

E’ però sconsigliata la posa con riscaldamento a pavimento

Il prezzo del parquet massello può variare in base al tipo di essenza, allo spessore del listello, alla scelta, (cosa si intende per scelta lo vedremo più avanti) ed infine la lunghezza del listello.

Posa del parquet in massello

Il parquet in massello può essere posato incollato o inchiodato fatto questo si passa alle fasi di finitura:

Levigatura, come dice la parola stessa è una levigatura realizzata in più fasi che si conclude con la stuccatura del parquet

Sigillatura, è l’operazione di sigillatura dei pori che rende le fibre del legno più resistenti e lo proteggono dal contatto con acqua ed altri liquidi

Infine si passa all’ultima fase che può essere scelta tra

Verniciatura cheè il tipo di finitura più frequente, una volta essiccata la vernice rende il parquet impermeabile e più resistente alle sollecitazioni esterne.

Le vernici per il parquet sono trasparenti, non alterano il colore del legno ma possono renderlo più brillante.

Ne esistono di due tipi: lucide o opache e la scelta è fra due tipologie quelle poliuretaniche (più resistenti) e quelle all’acqua (più ecologiche).

Inceratura Questa finitura ha il vantaggio di far respirare il legno perché, contrariamente alle vernici, non ottura i pori. Ha però uno svantaggio richiede: periodiche lucidature.

Finitura ad olio Questo trattamento, come quello a cera, permette la traspirazione del legno. L’olio ha la peculiarità di esaltare il colore del legno e le sue venature.

Parquet in legno multistrato

che può essere a due strati o tre strati.

Parquet due strati è composto da uno strato superiore in legno nobile/massello che non deve essere inferiore a 2,5 mm, incollato su un supporto in legno o a base di legno.

Questo tipo di struttura è utilizzata per listoni di medie dimensioni.

Parquet tre strati è composto, come il due strati, da uno strato superiore superiore di legno nobile/massello che non deve essere inferiore a 2,5 mm , da uno strato centrale in legno o a base di legno ed uno strato inferiore (detto anche strato di bilanciamento) in legno massiccio che può essere anche di specie differente dal legno superiore.

Il listone tre strati è il sostituto del tradizionale parquet massello. Quest’ultimo sopratutto se di grandi dimensioni, non attutisce le movimentazioni naturali del legno, anzi nel tempo le tavole possono risultare disallineate.

La struttura tre strati invece permette di lavorare le plance di legno e realizzare anche tavolati di grandi dimensioni che mantengono, nel tempo, la massima stabilità.

Quando si parla di parquet multistrato, il prefinito è quello più diffuso, di solito prelevigato e verniciato, non necessita di alcun trattamento in loco, deve solo essere posato.

I vantaggi del parquet prefinito sono:

  • maggiore velocità di posa
  • maggiore economicità di posa

Gli svantaggi del parquet prefinito sono:

  • Minore durata (che comunque è piuttosto lunga)
  • Minore potere isolante

Il prezzo del parquet multistrato dipende principalmente da quattro elementi:

  • Tipo di essenza
  • Spessore di legno nobile
  • Scelta che come per il massello riguarda il disegno del legno
  • Lunghezza del listello

Esistono anche listelli multistrato con una quantità di legno nobile sottilissima, inferiore ai 2,5 mm richiesti dal parquet.

Esteticamente non differiscono dal parquet prefinito ma hanno un minor potere isolante ed una minore durata perché non possono essere levigati.

Bisogna però riconoscere che con un buon supporto ed una speciale verniciatura , possono avere una durata pari al parquet multistrato.

La scelta dell’Essenza.

Le specie legnose utilizzate per il parquet sono numerose, in genere la scelta è guidata dall’estetica ma non bisogna dimenticare che ogni essenza ha caratteristiche differenti ed un differente comportamento nel tempo.

Da ricordare quando si sceglie l’essenza per il parquet

  • il legno esposto alla luce, si ossida e cambia colore. In genere tende a scurire, il teak invece schiarisce.
  • Doussie, Iroko, Merbau, Teak, sono adatti per l’utilizzo anche in bagni e cucine
  • Cabreuva, Mutenye, Olivo sono essenze che maggiormente evidenziano i cromatismi del legno
  • Eventuali macchie di colore create dalla presenza di tappeti o arredi, tendono a scomparire se il pavimento viene esposto a luce e aria.
  • Durante l’ossidazione del Doussiè, possono accentuarsi, differenze cromatiche tra i singoli elementi.
  • Il Teak, al momento della posa, si presenta con forti stonalizzazioni nerastre che, con l’ossidazione, tendono a scomparire.

Alcune delle essenze più comuni

ROVERE

NOCE EUROPEO

OLMO

CASTAGNO

LARICE

WENGE’

TEAK

DOUSSIE’

IROKO

La classe d’aspetto o scelta, cos’è?

In base alle caratteristiche dei listelli che compongono il parquet, la normativa europea prevede tre classi ciascuna contraddistinta da un simbolo: Cerchio, Triangolo, Quadrato che fanno riferimento alla normativa europea UNI EN 13489:2018 che stabilisce quali imperfezioni/caratteristiche estetiche deve/può avere la parte superiore della doga. La doga identificata con il cerchio è il legno con meno imperfezioni.

Ricordiamoci però che nodi, crepe, variazioni di colore, sono caratteristiche peculiari del materiale, qualche volta ricercate per ottenere il risultato estetico desiderato.

Parquet in bagno e cucina, si o no?

Nonostante si incontri molto scetticismo quando si propone la posa del parquet in queste due stanze della casa, non dovremmo avere timori, l’importante è orientare la scelta verso essenze con caratteristiche di durezza e resistenza all’umidità più elevata, quali Bamboo, Teak, Doussiè, Wengè.

Un altro elemento da considerare quando si sceglie il parquet è la provenienza e la lavorazione per essere certi di il pavimento scelto sia stato prodotto nel rispetto dell’ambiente, assicuriamoci che abbia la certificazione FSC (Forest Stewardship Council).

Per concludere, tre sono gli aspetti da considerare nella scelta:

  • aspetti tecnici
  • aspetti ambientali
  • aspetti estetici

Queste sono le nozioni base per non presentarsi impreparati all’appuntamento con la scelta del parquet.

Se hai domande o vorresti approfondire l’argomento scrivimi: roberta@robertatognoni.it

Graniglia: pavimento problematico?

“Il pavimento è la base di tutto, l’imprinting della casa” e la casa dei nostri sogni, non aveva il pavimento in graniglia ma quella che abbiamo appena acquistato, ahimè si, ce l’ha eccome!

Ci troviamo, quindi, di fronte ad una scelta importante: sostituire o salvare il nostro pavimento in graniglia?

A questo punto qualche considerazione è necessaria

  • La graniglia che ti trovi davanti ti piace o proprio non la puoi vedere?
  • Qual è lo stato di conservazione della graniglia?
  • La graniglia ti permette di realizzare il mood che avevi in mente per il tuo ambiente?

In base alle risposte che ti dai, sarà facile prendere una decisione.

Se la graniglia è ancora in buono stato e sei giunto alla conclusione che vale la pena conservarla allora ti troverai sicuro davanti ad un primo problema:

non riuscirai mai a ritrovare una mattonella identica a quella che hai in casa, e questo in una ristrutturazione può essere un grande scoglio.

Anche quando la ristrutturazione non prevede l’abbattimento di pareti, capita di dover rompere il pavimento per interventi sugli impianti.

In questo caso stuccatura, levigatura e lucidatura non bastano, dobbiamo trovare qualche espediente che ci permetta di risolvere il problema delle mattonelle mancanti.

Come sappiamo, la graniglia è un materiale ottenuto dall’impasto di piccoli frammenti di marmo e pietra con cementi ed ossidi naturali, allora cosa potrebbe esserci di meglio che abbinare le nostre mattonelle ad un marmo o altra pietra presente naturale?

Nella mia zona, negli anni ’60, la graniglia era molto utilizzata ed in quel periodo il pavimento delle varie stanze era delimitato da una soglia in marmo, perché allora non prendere spunto da questo particolare e creare nel nostro pavimento delle geometrie che creino un decoro a terra?

Qualche esempio:

  • una semplice cornice che delimita l’intera stanza
  • un rettangolo in marmo che, posizionato davanti al divano, ricorda un tappeto
  • sostituire file intere di mattonelle creando righe o quadrotti

Insomma con un po’ di fantasia possiamo creare pavimenti inediti e di sicuro interesse. Le mattonelle rimosse potranno essere utilizzate in quei punti dove non è possibile creare un decoro.

In alcuni casi la graniglia rimossa potrebbe diventare un rivestimento: in cucina un paraschizzi.

Ma il marmo è l’unico materiale che posso abbinare alla graniglia?

Certo che no!

Sempre cercando all’interno della nostra mattonella, troviamo il cemento come legante ed allora, ecco qua un altro materiale che si sposa benissimo con la nostra graniglia, del suo colore naturale o con un pigmento preso dai cromatismi della nostra graniglia.

Ancora resina, così come un pavimento tessile completano alla perfezione la graniglia.

Ancora qualche dubbio su come abbinare il tuo pavimento in graniglia?

Scrivimi una e-mail , ti risponderò con un nuovo articolo qua sul mio sito.

Relooking: Da incontro Virtuale a progetto Reale

Tutto ha inizio su Houzz

Non è chiaro quale sia stata la molla che ha spinto Angela a contattarmi, si sa soltanto che trascorsa una decina di minuti dal mio intervento sul forum, il mio telefono squilla.

E’ una voce che mi raggiunge da più di 1000 km di distanza e chiede il mio aiuto.

Ancora non sapevo che quello sarebbe diventato il mio primo VERO PROGETTO A DISTANZA, dico VERO perché seguito passo passo in tutte le sue fasi (di solito il progetto a distanza si ferma a livello concept).

SI PUO’ FARE

Angela mi illustra il suo problema: “UN PAVIMENTO IMPOSSIBILE DA ABBINARE”, almeno questa era la sua convinzione.

Ma partiamo dall’inizio:

la grande villa in cui vive Angela ha un pavimento in granito rosso che abbinato all’arredamento ed alle finiture esistenti rende l’ambiente cupo e lei lo recepisce inospitale ed ostile.

Non riesce a capire cosa non va: è davvero tutta colpa del pavimento o forse l’arredamento che aveva scelto anni prima lei dice “Fa schifo” io dico non la rappresenta più?

Qualunque sia la ragione, ecco cosa dobbiamo fare: andare alla ricerca di nuovi materiali, nuovi colori, nuovi oggetti, forse questi ultimi non tutti così nuovi: come scopriremo strada facendo, un certo numero di oggetti, infatti, giungerà direttamente dalla cantina per raccontare la storia di famiglia.

Angela è desiderosa di risolvere questo problema ma un po’ sfiduciata: non sono la prima persona a cui si è rivolta e le soluzioni che le sono state prospettate, implicavano un investimento economico fuori dalla sua portata, almeno in quel momento.

Vista dopo il Relooking (ancora work in progress)
Vista prima del Relooking

UNA NOTA DOLENTE: IL BUDGET

Quando il budget è illimitato tutto può essere risolto facilmente ma … come il più delle volte accade, Angela sta attraversando una fase particolare della sua vita che la costringe a fare attenzione al portafoglio e di conseguenza le scelte andranno valutate con ponderazione.

Ed eccoci giunti di fronte alla prima scelta:

CONSULENZA o PROGETTO?

Angela dopo aver compreso la differenza tra consulenza e progetto sceglie la prima: le basta un’idea, mi dice, poi sarà lei in prima persona a fare i passi successivi; “Non sarà poi così difficile!” pensa. “Se si deve risparmiare tanto vale iniziare dal progetto!

Sottovalutare l’importanza del progetto è un errore comune, del quale il 60% delle persone si rende conto quando ormai è troppo tardi, mentre il restante 40%, convincendosi che non era possibile fare di meglio, si accontenta e non scoprirà mai quale risultato avrebbe potuto ottenere facendosi affiancare da un progettista.

In ogni caso la scelta è fatta:

restiamo d’accordo che mi avrebbe mandato tutto il materiale richiesto e ci siamo date appuntamento per una video chiamata nei giorni successivi.

NON TUTTE LE CIAMBELLE RIESCONO COL BUCO

Mi preparo studiando la planimetria della zona giorno e raccogliendo idee da suggerire ad Angela, interpretando le sue richieste. Arrivo al giorno dell’appuntamento tutta gasata: ho le idee ben chiare riguardo alle modifiche da fare per raggiungere l’obiettivo. Sicura di aver fatto centro le mostro una moodboard ma … ahimè non sortisce in Angela l’effetto sperato.

RACCONTARSI E’ INDISPENSABILE

La video chiamata però sarà molto utile: Angela mi racconta qualcosa di se, della sua famiglia e della sua casa:

“Sono un medico. Il periodo fa schifo. Siamo sottoposti ad uno stress epocale. E tutto si affastella. Separazione, emergenza, lavoro interrotto, difficoltà.”

“… venderla non posso. C’è il sangue di mio nonno in queste pareti …Mantenere la casa è un regalo alla sua memoria.”

Adesso è tutto più chiaro, le apparenti contraddizioni di Angela il suo desiderio di cambiamento ed allo stesso tempo di conservazione: la sua casa racconta la storia della sua famiglia di origine ed allo stesso tempo la storia della famiglia che si è costruita e che adesso non c’è più, o meglio non esiste più così com’era all’inizio perché come mi ha detto si trova nel bel mezzo di una separazione.

Occorre valutare con perizia ciò che vogliamo conservare e ciò di cui vogliamo liberarci e soprattutto la decisione dovrà tener conto non solo del valore estetico dell’oggetto ma anche o forse soprattutto di ciò che rappresenta per Angela.

Decido di aggiustare un po’ il tiro e modifico la mia moodboard basandomi sulle nuove informazioni ottenute e la reazione è stata molto positiva, Angela mi risponde così:

“Non sembrano lavori costosissimi ma ci ha preso in pieno” .

Le dedico ancora un po’ del mio tempo per spiegarle nel dettaglio come dovrà procedere: i colori da scegliere, i materiali, dove e come dovranno essere distribuiti, facciamo il punto della situazione anche riguardo agli arredi da mantenere e/o rinnovare e quelli da eliminare definitivamente.

Angela è molto soddisfatta e lo sono anch’io soprattutto quando ricevo questo messaggio

“Il progetto prende forma grazie al suo aiuto. Mi proietta su una posizione differente. Guardo in giro non più rabbiosa o angosciata ma propositiva. E’ come se stessi facendo un regalo a me stessa.”

L’IMPORTANZA DELLA RAPPRESENTAZIONE 3D E DEL RENDER

D’ora in poi Angela dovrebbe riuscire a cavarsela da sola, ha tutte le indicazioni di cui ha bisogno ma sembra che non sia così, cerca in giro gli arredi ed i materiali da acquistare ma i preventivi sono eccessivamente fuori budget. Angela decide che realizzerà il relooking per gradi.

Nel frattempo arrivano gli artigiani per prendere le misure e preparare i preventivi di pittura e rivestimento delle pareti e non si astengono dall’esprimere la loro opinione sui colori mettendo in dubbio le scelte fatte e così fanno anche mobilieri ed amiche varie.

Angela inizia a dubitare delle scelte fatte, sta investendo parecchio in questo relooking e non solo a livello economico; si aspetta molto dal nuovo ambiente: dovrà diventare il porto sicuro in cui rifugiarsi, sentirsi a proprio agio; guardarsi attorno dovrà riempirla di gioia e di orgoglio, non si possono fare errori!

Mi rendo conto che è necessario mostrarle quale sarà il risultato finale.

Il render non era previsto nella consulenza ma decido comunque di realizzare un 3d volumetrico dipingendo, con il colore stabilito porzioni di pareti e rivestendo con i mattoncini scelti altre porzioni e naturalmente inserendo il nostro pavimento , si proprio lui quello impossibile da abbinare!

Improvvisamente Angela riesce a vedere ciò che non riusciva ad immaginare, è davvero entusiasta, ormai nessuno può più farle cambiare idea, non solo è certa che la sua zona giorno dovrà diventare proprio così ma la vuole vedere finita il più in fretta possibile, probabilmente dovrà fare qualche piccolo sacrificio ma ne vale la pena, adesso lo sa.

DA CONSULENZA A PROGETTO

L’incubo ha inizio

Ma no, che dico!

In realtà è stato un divertimento (grazie anche alla simpatia di Angela), non sono mancati, però, piccoli imprevisti da affrontare, ma andiamo per gradi alla scoperta delle potenzialità ed anche dei limiti del progetto a distanza.

In attesa di iniziare il lavoro si parte con la ricerca dei materiali e degli arredi, non posso certo accompagnare Angela personalmente, ci separano più di mille chilometri, ma riuscirò comunque a partecipare agli acquisti: accompagno virtualmente Angela in giro per negozi, trasformandomi in una home personal shopper virtuale, sempre presente non solo per gli acquisti on line ma la affianco, rendendomi disponibile su WhatsApp, anche mentre visita i negozi della sua città.

Devo ammettere, è stato un tantino impegnativo. Mi arrivavano videochiamate improvvise, cogliendomi alla sprovvista e costringendomi a presentarmi con l’Henné in testa o con lo spazzolino da denti in mano, “Porca miseria! Proprio adesso doveva chiamarmi?” ma come dirle di no, le avevo promesso che non l’avrei lasciata sola. Beh, vediamo il lato positivo, le distanze tra noi si sono accorciate e sicuramente per me è stato più facile inquadrare le sue esigenze ed i suoi desideri.

(E’ stato un progetto test ed è stato interessante e coinvolgente ma… se desideri che ti aiuti con gli acquisti, niente sorprese, accordiamoci su giorno ed orario!)

Certo sono disponibile ad affiancare Angela ma sono consapevole che la distanza pone dei limiti oggettivi a ciò che posso fare, limiti che Angela, da non addetta ai lavori comprende con difficoltà: in modo particolare, la scelta dei colori, che si tratti del colore della stoffa che servirà a foderare il divano o del colore della pittura per le pareti, o del colore dei mattoncini che dovranno rivestire una parete della stanza, io posso dare delle indicazioni ma la scelta finale tra le varie nuance di uno stesso colore, questo non è possibile giudicarlo attraverso lo schermo del computer o dello smartphone.

Qualcuno di voi potrebbe obiettare che esistono i codici Pantone per identificare un colore, senza possibilità di errore. E’ vero, ma per capire se il colore è giusto, si deve sempre fare una prova sulla parete ed a quel punto solo chi è presente di persona può giudicare.

Fortunatamente per la pittura Angela ha un grande alleato: l’artigiano che ha scelto, ci mette a disposizione tutta la sua esperienza: diventerà i miei occhi in cantiere e non solo per aiutare Angela nella scelta del colore ma per segnalarmi tutte quei piccoli dettagli che potrebbero aver bisogno di modifiche e che notati per tempo, non si trasformeranno in problemi.

Tutto sembra procedere a gonfie vele: i mattoncini sono stati ordinati, la nuova, grande porta a vetri che chiuderà la cucina pure. La nuova parete attrezzata ci ha portato via parecchio tempo ma alla fine siamo riuscite a trovare il giusto compromesso tra estetica e budget.

Il divano resterà ma la sarta di fiducia di Angela lo rivestirà con un nuovo tessuto di colore grigio.

Finalmente i lavori iniziano, Angela mi aggiorna quotidianamente, dopo aver ridimensionato la porta della cucina, si parte con il rivestimento in pietra della parete dietro il divano e quasi si sfiora la tragedia: i mattoncini, avrebbero dovuto essere di un colore tendente al giallo, simile al tufo che avevo suggerito io, invece quelli che sono stati consegnati hanno una sfumatura rosata, esattamente l’effetto che volevamo evitare!

Angela è sconvolta: i mattoncini non si possono restituire; ma come è potuto accadere!? Indaghiamo a fondo ed ecco scovato l’inghippo: Angela ha visto il campione in negozio, appeso alla parete, sotto una luce che lo faceva apparire di colore diverso.

Cerchiamo tutti di rasserenare Angela che è fuori di se, ma con scarsi risultati, ormai si è convinta il progetto è compromesso, il risultato non potrà essere quello immaginato.

Quando finalmente si calma, cerco di spiegarle che a tutto c’è rimedio: se in negozio i mattoncini apparivano gialli, ebbene anche nel suo soggiorno avremmo potuto ottenere lo stesso effetto, sarebbe stato sufficiente scegliere l’illuminazione adatta.

Ce la siamo vista brutta, ma il primo grosso scoglio è stato superato!

Adesso si passa alla pittura: la porta d’ingresso, si apre direttamente sul soggiorno, portandosi dietro tutta la strumentazione elettrica di citofono & co. In una casa così grande non può mancare una separazione, sia pure minima, fra ingresso e soggiorno.

Che fare?

Semplice: il colore, il grande alleato del relooking, riesce sempre a fare miracoli! Creiamo una scatola grigia che definisce questa zona e per accentuare l’effetto di separazione ne delimitiamo una parte con sei tubi metallici posizionati a distanza regolare che vanno da pavimento a soffitto.

Ancora non lo sapevo ma il colore grigio da me suggerito, ha continuato a destare delle perplessità negli artigiani. Una volta finito di dipingere però si sono completamente convinti, infatti mi arriva una telefonata di Angela: “il colore è perfetto, anche gli artigiani che hanno realizzato il lavoro, sono rimasti sorpresi, non se lo aspettavano!”

Mentre i lavori procedono, continua la scelta degli arredi, si dovrà cambiare idea più di una volta: il tavolo scelto da Angela, potrebbe richiedere un’attesa troppo lunga, quindi si ricomincia la ricerca!

Certo che arredare casa è impegnativo, mi dice Angela, non me lo aspettavo!

Quello che invece non è faticoso, ma solo divertente sono le spedizioni in cantina, alla ricerca di vecchi oggetti di famiglia e nella cantina di Angela c’è davvero di tutto!

Arriva la grande porta scorrevole e con lei il secondo problema: le misure non sono state prese correttamente ma questo si risolve rapidamente: la parete è molto grande ed è sufficiente slittare leggermente gli arredi.

(Nota: Non sottovalutare il rilievo; le misure devono essere prese con cura, niente approssimazioni. Per questo ho creato un pdf nel quale spiego come si esegue il rilievo della casa o di un singolo ambiente.)

DA COSA NASCE COSA

E con lo studio che si fa?

“Ritrovarmi fra qualche mese con la casa sottosopra per sistemare lo studio, non la intendo proprio!” Pensa Angela, ma il budget ormai è stato sforato; sostituire le librerie, come era in programma, non se ne parla proprio!

Allora, via con il relooking delle vecchie librerie che saranno non solo dipinte di bianco, in sostituzione del nero che incupiva troppo ma saranno anche riposizionate per creare una nuova composizione più ariosa e leggera.

E qua si incontra il terzo ostacolo. Il solito vecchio rilievo! Questa volta non si tratta delle misure, queste sono esatte ma di un condizionatore a parete che non è stato segnalato e del tipo di apertura della finestra.

L’intero lavoro è quasi giunto a termine, gli artigiani si sono resi disponibili per montare la nuova composizione di librerie, sebbene fosse domenica: il lunedì successivo avrebbero iniziato a lavorare altrove.

E’ quasi mezzogiorno e mi arriva una chiamata che si apre con la tipica frase che non promette niente di buono: “Roberta abbiamo un problema”; le librerie non possono essere disposte esattamente come deciso, a questo punto non ci resta che modificare la composizione in tempo reale: ci vediamo su skipe, io apro Rhinoceros il programma che utilizzo abitualmente per i miei progetti ed in condivisione schermo inizio a cambiare la disposizione degli arredi, Angela mi da la sua approvazione. Bene, anche questa è fatta!

Ormai mancano solo piccole cose e mentre aspettiamo la consegna degli arredi acquistati, Angela spronata da me, tenta di realizzare personalmente il relooking di un vecchio baule e la realizzazione di alcune mensole per la nicchia e si scopre davvero brava!

Il progetto ancora oggi non è del tutto terminato, per cui se siete curiosi di vedere il risultato finale con anche i piccoli dettagli non mancate di visitare il mio sito nei mesi a venire.

Se la storia di Angela ti ha convinto che un progetto può essere gestito anche a distanza, cosa aspetti CHIAMAMI non vedo l’ora di conoscerti

L’importanza della cornice

Immagine Pinterest

Erano le 8 e 30 della sera, orario in cui di solito accendo il televisore, mentre preparo la tavola, in tv stavano parlando del clone in altissima definizione dello “Sposalizio della vergine” di Raffaello che finalmente dopo un’assenza lunga 222 anni è tornato a casa ed alla sua cornice originale, sebbene clonato.

La mia mente inizia a divagare e mentre la voce nel televisore si allontana, trasformandosi man mano in un indefinito ronzio mi ritrovo a riflettere sull’importanza della cornice.

Come sottolinea José Ortega y Gasset, filosofo e saggista spagnolo,

“I quadri vivono nelle cornici. Questa associazione di quadro e cornice non è accidentale. L’uno ha bisogno dell’altra.”

Ma non c’è bisogno che una voce autorevole ce lo sottolinei: tutti noi anche i profani di ars pittorica, non hanno difficoltà a comprenderlo, anzi ci sembra quasi naturale e scontato che per ogni dipinto sia scelta la cornice adatta, che armonizzi e valorizzi il soggetto del quadro focalizzando lo sguardo dello spettatore.

Chissà perché invece, quando si parla di arredamento, improvvisamente, i più fanno fatica a ragionare in questo modo:

di continuo mi imbatto in persone che nell’atto di arredare casa, si immergono a capofitto nella ricerca del mobile ideale e nella più irrazionale ricerca della perfezione, si lasciano sedurre da allestimenti suggestivi, visti su riviste o negli showroom e quasi presi da un raptus incontrollabile, acquistano l’oggetto del desiderio, senza soffermarsi a pensare alla cornice, in cui l’hanno visto: lo showroom ed alla cornice in cui andranno a metterlo: la loro casa.

Solo quando si vedono consegnare gli arredi, si rendono conto del grande errore.

Credete che stia esagerando?

Questa, in ordine di tempo, è solo l’ultima richiesta di aiuto che ho trovato su un forum del settore, ma ne leggo in continuazione:

“Buongiorno, mia mamma ha acquistato un divano color tortora che, in negozio, sembrava perfetto, ma arrivato a casa è sembrato un gigantesco errore abbinato al pavimento di marmo bianco e grigio e alla parete crema. E’ tutto così smorto! Non potendo cambiare divano e pavimento, abbiamo pensato di intervenire sulla parete, ma che colore scegliere per non sbagliare di nuovo?”

Se pensi che il raptus colga solo chi si dedica al progetto fai da te, sbagli di grosso!

Ecco cosa è accaduto ad una architetto che impegnata nella ristrutturazione completa di un’abitazione pensava di avere tempo per definire i dettagli dell’arredamento: i lavori erano appena iniziati.

Ed invece no!

Un bel giorno la committente le dà la magnifica notizia: “Ieri ho acquistato la cucina. Era proprio quella che volevo ed il negoziante mi ha fatto un sostanzioso sconto perché ho comprato la composizione che aveva in esposizione”

L’architetto è sbiancato all’istante: la cucina che le stava mostrando, era abbastanza grande da occupare tutta la zona giorno che al contrario aveva dimensioni contenute. Con un consulto fra colleghi, l’intervento di un falegname e tanta creatività da parte di tutti quanti si è riusciti a risolvere ma non senza dover rinunciare ad una comoda zona relax.

E qui mi fermo ma non certo perché non abbia altri esempi da raccontare.

Conclusione:

Ricordiamoci, quindi, che quando arrediamo la casa, tenere conto dei vincoli del nostro ambiente ed anche quando i vincoli sono minimi, preparare la cornice che accoglierà l’oggetto d’arredo è importante quanto l’oggetto stesso, se non di più.

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Come organizzare l’Home Office

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Anche tu come la maggior parte di noi hai un angolo studio/ufficio in casa che utilizzi solo occasionalmente e per breve tempo perché il tuo ufficio è fuori casa e probabilmente non hai dato troppa importanza all’organizzazione di questo spazio o addirittura, in quelle poche occasioni in cui ha lavorato da casa hai improvvisato il tuo Home office sul tavolo da pranzo o sulla penisola della cucina?

Probabilmente, in questo periodo però, come molte persone, sei stato costretto a trasferire il tuo ufficio a casa ed improvvisamente ti sei accorto che il tuo Home office non è stato progettato con cura ed attenzione; ti sei reso conto che lavorare da casa non è così facile come poteva sembrare: troppe distrazioni, troppo rumore, i tuoi documenti sono alla mercè dei bambini che giocano e fanno merenda e magari ti è pure capitato di ritrovartene uno decorato da una cucchiaiata di nutella, oppure hai una call conference e tu sei ancora in pigiama e con la casa in disordine e dopo aver per tanto tempo pensato quanto sarebbe bello poter lavorare in smart working adesso ti rendi conto che è un vero incubo.

Se ti riconosci in questa descrizione significa che anche per te è arrivato il momento di organizzare un vero home office. Sia che tu abbia una vera e propria stanza da adibire ad home office sia che tu debba accontentarti di un piccolo angolo di casa è possibile, con qualche accorgimento, creare uno spazio che ti aiuti ad essere produttivo a trovare concentrazione o ispirazione, in relazione al tuo lavoro e ti permetta di lavorare in serenità.

Indipendentemente dallo spazio e dal budget a disposizione ci sono alcuni elementi ed accorgimenti che trasformeranno il tuo Home office in un perfetto luogo di lavoro.

Poco spazio a disposizione?

Trasforma un armadio,

Storage di Porro: contenere e mostrare con stile abiti e accessori | Dettagli Ho

 

una nicchia,

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un sottoscala,

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un balcone chiuso,

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in un accogliente angolo per l’Home office, aggiungendo un tocco di colore o una galleria di immagini che ti rilassano ed ispirano che siano in sintonia con il resto della casa o realizza un’oasi particolare, anche in contrasto con il resto dell’arredamento,

 

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creando un ambiente dentro l’ambiente, scegli ciò che più ti fa sentire a tuo agio ma sopratutto non fermarti all’estetica, fai in modo che sia funzionale ed ergonomica: una postazione di lavoro mal configurata può portare a una serie di disturbi muscoloscheletrici.

Vediamo allora a cosa dobbiamo fare attenzione per trasformare l’home office in una postazione ergonomica.

Attenzione alla postura: avere una buona postura è la prima cosa a cui dobbiamo fare attenzione

  • La parte superiore delle cosce deve essere orizzontale rispetto al pavimento

  • I piedi devono essere appoggiati a terra, distesi e rilassati

Se ti rendi conto che quando siedi davanti alla scrivania non riesci a mantenere questa posizione dovrai procurarti un poggiapiedi, con questo piccolo accorgimento non solo le gambe ma anche la schiena avrà la giusta postura e ti sentirai più comodo.

  • La posizione delle braccia è ugualmente importante, queste devono formare un angolo di 90° ed i polsi devono essere piatti.

Se gli avambracci sono inclinati, troppo in alto o troppo in basso, aumenterà la tensione nella zona delle spalle e della parte superiore della schiena.

Se passi molto tempo davanti al computer, devi ricordare che la parte superiore dello schermo deve essere all’altezza degli occhi; anche la distanza è molto importante: deve essere distanziato dagli occhi ma non troppo, deve essere sufficientemente vicino per evitare che tu debba sporgerti in avanti per leggere, in caso contrario sarai costretto ad assumere posizioni scomode che se prolungate nel tempo porteranno a problemi di salute.

Insomma stesse regole che sicuramente saranno state adottate per la postazione lavoro in ufficio.

Se utilizzi un computer portatile, (sarebbe bene evitare di utilizzarlo per lungo tempo ma sappiamo bene che non sempre è possibile) è bene sollevare il monitor in modo da ottenere una vista orizzontale e non essere costretti a guardare in basso ed a questo punto l’utilizzo di una tastiera esterna aiuterà a mantenere la postura corretta durante il lavoro.

A questo punto abbiamo capito che, se siamo costretti ad utilizzare arredi che già abbiamo in casa, possiamo arrangiarci con poggiapiedi, supporto per il computer ed altri espedienti per riuscire a mantenere una postura corretta, ma se possiamo acquistare anche solo un oggetto, ricordiamo che la sedia è in assoluto l’arredo più importante sul quale vale la pena investire qualche soldino in più e vale la pena acquistare per primo.

Quali caratteristiche deve avere la sedia per l’home office?

La cosa più importante è che abbia la seduta regolabile in altezza, in modo da consentire la corretta postura, indipendentemente dal tipo di tavolo che stai utilizzando.

Braccioli si o braccioli no?

I braccioli hanno la funzione di aiutare a mantenere la curva del gomito a 90°; se i braccioli sono troppo alti o troppo bassi, non solo non svolgono la loro funzione ma costringono a posizioni scomode che portano a sforzare i muscoli delle spalle e della schiena.

Per questo motivo è bene prestare attenzione quando si acquista una sedia con braccioli che sia della misura giusta per la persona che la utilizzerà, la cosa migliore sarebbe che avesse braccioli regolabili, se non è possibile avere una sedia con braccioli della misura giusta, meglio evitare i braccioli.

Un altro consiglio non propriamente di arredo ma comunque molto importante è ricordare di fare delle brevi pause durante il lavoro per sgranchirsi un po’, cambiare posizione e riposare la vista.

Adesso che abbiamo capito come devono essere gli elementi principali della postazione lavoro passiamo alla progettazione vera e propria, ricordando che il design del tuo home office influirà positivamente o negativamente (se mal progettato) sul tuo rendimento.

Elemento importantissimo per aiutare il rendimento lavorativo è la privacy; la scelta della posizione della nostra postazione lavoro è determinante, certo l’ideale sarebbe avere un’intera stanza da dedicare ad ufficio ma anche quando ciò non è possibile possiamo trovare un angolo che sia il più lontano possibile da rumori di elettrodomestici, TV, voci di famigliari o rumori che provengono dalla strada e che sia anche, nei limiti del possibile raccolto e riparato, come già accennato può bastare una nicchia a creare questa atmosfera protetta dal resto della casa e della famiglia, un piccolo pannello divisorio, una tenda, insomma un segnale che ricorda a noi stessi ed al resto della famiglia che questo spazio non è più casa ma ufficio.

L’azienda “Campeggi” ha interpretato questo concetto creando il suo Home office che ha chiamato appunto “Tuttomio” che descrive con queste parole:

 

Tuttomio - Emanuele Magini | Divani e divani letto Campeggi

 

Tuttomio nasce dal desiderio di avere un piccolo spazio, protetto e privato, dove starsene comodamente seduti a disegnare, lavorare, scrivere, pensare e soprattutto permettersi il lusso del disordine.”

Per quanto possa essere piccolo lo spazio dedicato al tuo home office, dovrebbe essere fisso ed organizzato con tutto ciò di cui hai bisogno, se utilizzi computer, stampante ed altre attrezzature che necessitano di essere alimentate a corrente, preoccupati di posizionare la tua postazione il più vicino possibile alle prese elettriche in modo da avere il meno possibile fili vaganti per casa o se questo non è possibile, porta le prese vicino alla tua postazione; è possibile farlo in modo poco invasivo, installando ad esempio barre su cui scorrono le prese elettriche ma non solo.

Decora il tuo spazio utilizzando il colore oppure porta un po’ di natura nel tuo Home office arricchendolo con qualche pianta da appartamento, personalizzalo con immagini ed oggetti che contribuiscano a renderlo piacevole, rilassante ma allo stesso tempo stimolante ed anche il rendimento ne gioverà.

 

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Qualche palette colori a cui ispirarsi

 

Prof Office – Arredi di design per ufficio

 

Rinnovare l’ufficio con inedite combinazioni colore – Prof Office

 

Rinnovare l’ufficio con inedite combinazioni colore – Prof Office

 

L’illuminanzione

L’ideale sarebbe poter godere di illuminazione naturale quindi se possibile,

 

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sfruttiamola ma facendo attenzione alla posizione dello schermo del computer, sul quale non devono cadere riflessi che andrebbero a comprometterne la visibilità, nella scelta dei colori delle pareti o parete si dovrà tener conto della luminosità esterna, accentuandola o smorzandola in relazione alle esigenze.

Nel caso non si disponga di illuminazione naturale o questa non sia sufficiente si studierà un’illuminazione artificiale che permetta la visione senza affaticare gli occhi, tenendo conto che l’illuminamento medio richiesto per la zona di scrittura, lettura attrezzata con videoterminali è di 500 lx.

Adesso puoi iniziare ad organizzare il tuo spazio lavoro, prendendo ispirazione dalle immagini che trovi in questo articoletto e ricordati che se vuoi il mio aiuto CONTATTAMI.

La stanza da bagno per il B&B

La stanza da bagno: tra praticità e benessere.

In casa la stanza da bagno gioca un ruolo importantissimo per il confort di chi la abita.

Un tempo relegata a stanza funzionale, dove l’importante era che non mancasse nulla di ciò che serviva per svolgere le funzioni a cui era adibita e poco curata dal punto di vista estetico, è oggi a tutti gli effetti una stanza come tutte le altre, da arredare con cura e da mostrare con orgoglio ai nostri ospiti.

La stanza da bagno è ormai diventata una stanza dedicata al benessere ed al relax; anche quando non è possibile inserire vasche per l’idromassaggio, piccole saune o altri elementi tipici dei centri benessere, non possiamo dimenticare la sua funzione di stanza dedicata al relax.

Sopratutto quando si è in viaggio, la stanza da bagno assume un ruolo fondamentale per riuscire a rimettersi in forma dopo una giornata sicuramente piacevole ma stancante.

In questo caso la sensazione di benessere dovrà essere trasmessa dai dettagli, dalle scelte dei materiali, dall’illuminazione, dai colori. Creare armonia, può sembrare facile, ma non lo è affatto e diventa ancora più difficile quando non sarà una sola persona o una sola famiglia ad utilizzare il bagno.

Nel caso di un B&B, dove c’è un continuo susseguirsi di persone nuove, con abitudini differenti, la scelta dei materiali dovrà tener conto non solo dell’estetica ma anche della robustezza, della resistenza all’usura e del possibile utilizzo improprio degli arredi.

Tutte queste scelte dovranno essere fatte all’interno di un progetto che riesca a prevedere ogni disattenzione da parte del fruitore, che all’interno della stanza da bagno potrebbe trasformarsi in un vero disastro.

La vasca da bagno è sicuramente l’elemento del bagno che immediatamente trasmette l’idea di relax, ma non sempre le dimensioni del bagno permettono di inserirla ed inoltre presuppone una costante pulizia che la rende poco pratica.

Non disperiamo però: una comoda doccia con cabina non risulterà meno piacevole.

Vediamo come sceglierla:

Se lo spazio lo permette opterei per una doccia walk in più semplice da tenere pulita perché protetta da un’unico vetro.

Attenzione però al piatto doccia: meglio evitare l’elegante piatto filo pavimento, una piccola disattenzione e rischiamo di allagare l’intero bagno.

A questo proposito suggerisco di prestare molta attenzione anche alle porte interne, meglio sceglierle resistenti all’acqua e facili da pulire come ad esempio  Portapiù di COLFERT. Una porta pensata per ambienti pubblici ma che nella versione a battente si adatta perfettamente anche ad una clientela privata.

Il bagno dovrà essere un ambiente rilassante per tutti i nostri ospiti, indipendentemente dal gusto personale, quindi meglio scegliere colori neutri e tenui che fra l’altro corrispondono alle nuove tendenze, con il ritorno del colore anche per i sanitari.

Per i materiali, a mio parere, benessere è sinonimo di natura. Quindi approvati per rivestimenti, pavimenti ed accessori, tutti i materiali naturali come pietra e legno. Peccato però che questi materiali siano anche particolarmente delicati e necessitino di cure ed attenzioni perché si mantengano in buono stato a lungo.

Nel caso di un B&B meglio scegliere piastrelle o lastre effetto pietra o legno; ormai ne possiamo trovare di così belle che anche un occhio esperto potrebbe, a prima vista scambiarle con pietra o legno naturale. In questo modo, senza perdere nulla dal punto di vista estetico, avremo un materiale di facile manutenzione e più resistente.

Parlando di sanitari, sempre per praticità ed igiene, senza rinunciare all’estetica, orientiamo la nostra scelta su un vaso senza brida, ovvero senza la rientranza al di sotto del bordo, questo naturalmente facilita la pulizia ma ha un piccolo inconveniente: l’acqua potrebbe più facilmente uscire fuori se il getto non è ben calibrato, ma niente paura basta un’installazione fatta a regola d’arte per ovviare a questo inconveniente.

Non dimentichiamo che un’atmosfera piacevole si crea anche con piccoli dettagli decorativi, una pianta ad esempio, oppure un quadro, un piccolo sgabello o una poltroncina se lo spazio lo permette.

Una cosa molto importante, che spesso viene dimenticata quando si tratta di bagni dedicati a soggiorni brevi, sono gli spazi di appoggio. Non sapere dove appoggiare i propri oggetti personali, che sia l’occorrente per il trucco per le donne, il rasoio e quant’altro per la cura della barba per gli uomini, crea immediatamente una sensazione di disagio che annullerebbe tutti gli sforzi fatti per arredare il bagno.

In ultimo, ma non meno importante l’illuminazione: non limitiamoci al solito punto luce a soffitto, al centro della stanza ma differenziamo l’illuminazione in base alle varie funzioni senza dimenticare anche qualche luce d’accento che crei atmosfera. Per approfondire l’argomento illuminazione leggi “Come illuminare la zona trucco

Hai domande? Non esitare a contattarmi  tramite e-mail o WhatsApp

Le Piante CAT FRIENDLY

La casa, intesa come ambiente domestico in cui viviamo la nostra quotidianità, ma anche la casa intesa come luogo in cui trascorriamo un lungo o breve periodo di vacanza deve offrire non solo ambienti funzionali ma anche e soprattutto ambienti e soluzioni per la salute psichica delle persone.

La casa dovrebbe essere un ambiente che favorisce la rigenerazione dallo stress sia fisico che mentale che ci portiamo appresso dopo una dura giornata di lavoro o uno lungo e stancante viaggio.

Cosa c’è di più rilassante e rigenerante del sentirsi circondati dal verde e dalla natura?

Forse solo il piacere di rientrare a casa ed essere accolti dal miagolio del nostro cucciolo che ci viene incontro ed anche se sei l’unico umano della casa non corri il rischio di sentirti solo.

La pet therapy, ormai diffusa in molti ospedali e consigliata a chi ha problemi di salute, ci insegna che vivere con un animale domestico è un vero toccasana per chiunque, quindi non priviamoci di questa fonte di benessere.

Solitamente però piante e gatti non vanno d’accordo; sappiamo bene che il nostro amico pelosetto per quanto tenero ed amabile non ci risparmia certo sorprese poco gradite, divertendosi in nostra assenza con tende, cuscini, divani e perché no, se ci sono, anche con le nostre piante preferite.

Che fare allora? Dobbiamo davvero scegliere fra il nostro cucciolo e la possibilità di rendere più accogliente la casa, portandoci un po’ di natura fra le mura domestiche?

Come rendere la casa adatta ad accogliere il nostro cucciolo lo abbiamo visto in “Una casa CAT FRIENDLY” vediamo adesso quali accorgimenti adottare per una felice convivenza tra il micio di casa ed il nostro angolo di natura.

Innanzitutto scegliere la pianta giusta

Molte delle più comuni piante ornamentali possono essere tossiche se ingerite ed i gatti, si sa, sono curiosi esploratori e non è raro vedere il felino di casa rosicchiare il fusto o masticare le foglie di piante e fiori, un proprietario responsabile ed attento alla salute del proprio animale, dovrà quindi sapere quali sono le piante da evitare.

Eccone alcune: ciclamino, mughetto e stella di natale, sono assolutamente vietate perché se ingerite le loro conseguenze possono essere letali.

Attenzione anche ad agrifoglio, oleandro, primule e rododendro, che possono causare disturbi gastrointestinali

Via libera invece a succulente, banani, felci, calathea, ad alcune varietà di begonia e alla peperomia: piante belle da vedere, facili da curare e soprattutto a prova di convivenza con l’amico felino.

Qualche accorgimento

Scegliere la pianta giusta però non è sufficiente, il felino di casa sappiamo bene, noi amanti dei gatti, adora fare agguati e non è raro vederlo lanciarsi, non solo su oggetti ma anche su piante, per farcele poi ritrovare tutte “ammaccate” ed inoltre scavare sembra sia proprio la sua passione, per questo motivo se vogliamo evitare di trovare, al nostro rientro, una buca nel vaso e tanto terriccio sparso per terra dovremmo adottare qualche accorgimento.

Lo stratagemma più ovvio è quello di posizionare le piante lontano dalla portata del micio di casa, su davanzali, mensole, ripiani alti od ancora meglio acquistare piante da appendere.

Per evitare scavi indesiderati invece possiamo ricoprire il terriccio con ciottoli grandi e pesanti oppure cospargere il vaso di scorze di limone, il cui odore risulta sgradito al gatto.

Qualche suggerimento fra cui scegliere la pianta giusta

Banano

Tra le piante d’appartamento più interessanti, il banano è un ottimo purificatore dell’aria. Caratterizzato da una foglia larga, con striature sulla superficie di color verde chiaro, si sviluppa a partire da fusti molto robusti: decorativo e scenografico, è il perfetto convivente per il felino domestico.

Piante da appendere

Bellissime e d’impatto, le piante da appendere si adattano ad ogni ambiente della casa decorando eventuali angolini vuoti e senza personalità. Particolarmente indicate se avete un gatto abituato a saltellare dappertutto, sospesa in aria sarà praticamente irraggiungibile!

Felci

Tra le piante più antiche, le felci si contraddistinguono per le fronde, più o meno folte, dalle forme particolari. Sempreverdi anche quelle da appartamento, le foglioline delle felci saranno irresistibili da mordicchiare per i vostri gatti. Ma niente paura, non sono affatto nocive!

Per una casa cat friendly immersa nel verde CONTATTAMI, con l’aiuto degli esperti del verde di Flob porteremo nella tua casa un angolo di natura a prova di felino.

Aiuto, la mia casa ha il pavimento in graniglia!

 

Una domanda che mi viene rivolta spesso è proprio questa: “Ho un vecchio pavimento in graniglia, come fare per rendere l’ambiente meno datato?

Ma cos’è la graniglia?

Per chi non lo sapesse la graniglia, ovvero la mattonella in graniglia è un materiale ottenuto dall’impasto di piccoli frammenti di marmo o pietra (solitamente scarti della lavorazione di questi ultimi) con cementi ed ossidi naturali.

Possiamo quindi definirlo un prodotto di riciclo e proprio in quanto prodotto di riciclo, la graniglia nasce come materiale povero ma il suo potere decorativo dato dall’infinita gamma di colori ottenibili con i più svariati tipi di marmi e pietre l’ha reso adatto anche alla realizzazione di pavimenti di altissimo pregio; ha avuto quindi una diffusione enorme ed è molto facile trovarlo nelle vecchie case di qualunque tipologia.

Nelle case degli anni ’50 e ’60 il pavimento in graniglia era un must have e chi acquista od eredita una casa dell’epoca inevitabilmente si trova a fare i conti con questa pavimentazione e di solito viene assalito dal dubbio amletico: CONSERVARE o SOSTITUIRE?

Riportare una vecchia graniglia allo splendore dei vecchi tempi è cosa relativamente semplice, non si deve però improvvisare ma rivolgersi a professionisti qualificati che dopo un sopralluogo decideranno, in base allo stato di conservazione del pavimento, come procedere.

Il lavoro di recupero di questi pavimenti si può comunque riassumere in tre fasi:

  • Sgrossatura
  • Lavaggio e stuccatura delle fughe
  • Levigatura e lucidatura

Al termine delle quali avremo un pavimento, praticamente, nuovo di zecca.

Un problema comune in fase di ristrutturazione è la discontinuità della pavimentazione, quando ad esempio è necessario abbattere una parete o l’impossibilità di trovare piastrelle identiche se nel rifacimento degli impianti alcune si rompono.

In questi casi la soluzione migliore è, a mio parere, l’accostamento della graniglia ad una pavimentazione completamente differente, studiando una geometria che valorizzi l’insieme.

 

In questa immagine la graniglia è stata abbinata al parquet, ma questo è solo un esempio; gli accostamenti possibili sono numerosi ed ancora più numerosi  sono gli effetti che si possono ottenere.


Indubbiamente questa pavimentazione ha i suoi pro ed i suoi contro: è un pavimento molto resistente e questo è sicuramente un pro, qualunque sia la destinazione della casa, ma lo è ancora di più se l’abitazione è destinata a B&B o ad essere affittata per lunghi o brevi periodi.

Il suo contro? E’ un pavimento che limita un po’ le scelte di arredo, sopratutto quando ci troviamo di fronte a colori o decori particolari, che possono essere anche molto belli ma di non semplicissima gestione.

Il timore più grande di chi si trova a rinnovare o arredare una casa con pavimento in graniglia è che il risultato sia un ambiente datato. Non voglio certo negare che è un rischio che si corre se lo styling non è eseguito ad arte.

Una cosa è certa però che modernizzarle è possibile ed il risultato quando ben studiato  è davvero interessante, tanto che questo pavimento è tornato in auge nell’interior design, portando le più importanti aziende produttrici di piastrelle a proporre pavimenti che riproducono fedelmente le vecchie graniglie.

Vediamo allora cosa fare per ottenere un ambiente attuale e glamor anche mantenendo la graniglia.

Innanzitutto si dovrà fare molta attenzione ai colori da abbinare. Per creare la nostra palette possiamo prendere la nostra graniglia e scegliere un colore all’interno della piastrella da riportare in elementi di arredo e/o scegliere uno o due colori a contrasto, facendo attenzione a non eccedere.

In una casa anni ’50-’60, anche le porte saranno presumibilmente un po’ datate ci sarà quindi da valutare come intervenire, basterà una semplice ringiovanita o sarà meglio sostituirle completamente? Anche in questo caso dipende dal risultato che desideriamo ottenere.

Per gli arredi si potrebbe optare per un mix: arredamento di base moderno con qualche elemento vintage da scovare nei mercatini.

Un piccolo dettaglio che farà una grande differenza: lo zoccolino;  una soluzione alternativa al tradizionale battiscopa, potrebbe essere realizzarlo in acciaio a specchio, alto 7\8 cm, leggermente incassato, in questo modo rifletterà il pavimento che risulterà più ampio e lucente ed allo stesso tempo smorzerà l’effetto retrò del pavimento.

Hai anche tu un pavimento in graniglia? Vorresti mantenerlo ma avresti bisogno di qualcuno che ti aiuti nelle scelte?

CONTATTAMI

Lo faremo insieme!

 

 

 

Una casa CAT FRIENDLY

Sono sempre di più le persone che amano gli animali e fra questi gli amanti dei gatti sono davvero numerosi.

Chi ama gli animali, lo sappiamo bene, non li abbandona certo quando viaggia ma al contrario si mette in cerca di alloggi pet friendly nel nostro caso sarebbe più corretto dire cat friendly.

Se non vogliamo farci sfuggire questa consistente fetta di viaggiatori prepariamo la nostra casa ad accoglierli nel modo migliore.

Queste graziose bestiole hanno le loro abitudini, si sa, e per consentire loro di avere un habitat ideale, che asseconda i loro istinti naturali, senza correre il rischio di incappare spesso in spiacevoli incidenti per la nostra casa ed i nostri arredi, è bene in fase di progettazione adottare qualche piccolo accorgimento che renderà felice l’amico a quattro zampe ed anche i suoi umani.

Vediamo allora come preparare la casa per l’arrivo dei nostri amati cuccioli:

I gatti non vedono bene se c’è troppa luce, al contrario si trovano a loro agio nell’oscurità. Questo non significa certo che dovremmo creare un ambiente buio, con pareti particolarmente scure ma sicuramente potremmo evitare di utilizzare colori troppo accesi.

Evitiamo di arredare casa con le piante, sebbene queste ultime siano un valido aiuto per rendere più accogliente un ambiente, non è il caso di farle trovare se fra gli ospiti abbiamo un gatto, che di sicuro non saprà resistere alla tentazione di mordicchiarle, scavare nel vaso lasciandosi dietro una scia di terriccio se non addirittura utilizzarla come lettiera.

Se al contrario non vogliamo rinunciare al verde scegliamo quelle giuste leggendo “Le piante CAT FRIENDLY”

I gatti si sa sono dei veri giocherelloni, e quando giocano non è raro che lascino i segni delle loro unghiette in giro per casa.

Per evitare che questo accada facciamogli trovare un bel tiragraffi con cui potrà divertirsi in tutta libertà ed i nostri mobili saranno salvi.

Altra caratteristica ben nota dei gatti è la loro abitudine a nascondersi ed infilarsi ovunque, per questo potemmo pensare di arredare la nostra casa con mobili pensati apposta per loro, disegnati su misura per una casa davvero particolare, con arredi che il gatto potrà condividere con il suo umano.

Questo è il mio consiglio perché potrebbe diventare l’elemento caratterizzante della vostra casa o B&B.

Se invece vogliamo contenere i costi possiamo dare uno sguardo alla collezione ikea pensata per i nostri cuccioli.

Se poi abbiamo una terrazza od un giardino ecco una pratica cuccetta adatta sia all’interno che all’esterno.

Ed ancora più economico facciamogli trovare una scatola, per il gatto anche una semplice scatola da imballaggio andrà benissimo ma noi ovviamente non perdiamo di vista l’estetica e mettiamoci al lavoro: un po’ di tessuto o carta colorata, colla forbici e tanta fantasia e la nostra scatola diventerà subito più un grazioso nascondiglio.

I gatti come abbiamo già sottolineato amano giocare ed in particolare amano tutto ciò che è filiforme, quindi evitiamo di lasciare fili che penzolano, come ad esempio i fili per l’apertura delle tende classiche e sempre a proposito di tende, meglio preferire quelle corte a vetro finestra. Le tende lunghe sarebbero una tentazione troppo grande per il nostro micio e le troveremmo danneggiate troppo spesso.

Sempre a proposito di fili anche quelli della corrente sarà bene non lasciarli a vista, ma farli passare in apposite canalette o dietro i mobili. Quando possibile evitiamo lampade da terra e da tavolo e sostituiamole con applique a parete, in modo che il nostro gatto non trovi sulla sua strada oggetti che potrebbero cadere.

Altra particolarità di questi animali è la loro abitudine ad arrampicarsi e guardare il mondo dall’alto: allora soddisfiamo questo loro desiderio arredando casa con mobili di altezze differenti o addirittura mobili a gradoni, non occorre dire che ninnoli e soprammobili non sono indicati per decorare questo tipo di casa, ma il decoro potrebbe riguardare le pareti che potrebbero essere dipinte in modo fantasioso: con campiture geometriche per un lavoro veloce ma di effetto oppure con veri e propri murales se vi piace il genere.

Pensiamo poi che i nostri gatti resteranno in casa a lungo, e guardare fuori dalla finestra sarà per loro fonte di gioia, studiamo un elemento che possa diventare la loro torretta di osservazione, potrebbe essere una panca sotto la finestra con altezze diverse una parte più alta per il nostro micio ed una parte più bassa adatta come seduta per il suo umano. Ma anche semplicemente uno sgabello, una scaletta posizionata strategicamente ed il nostro gatto avrà la sua camera con vista!

Lo sapevi che una ciotola con i bordi troppo alti disturba i delicati e sensibili baffi del gatto? Utilizziamo quindi ciotole con bordi bassi od ancora meglio dei semplici piatti per servigli il cibo.

Non dimentichiamo la lettiera, lasciamone sempre una per ogni gatto che posizioneremo preferibilmente lontano dal cibo, e dal luogo dove abitualmente soggiorna, il gatto è un animale che ama la pulizia e gradirà molto questo accorgimento.

Ti piacerebbe creare una casa cat friendly? CONTATTAMI , lo faremo insieme!