I tuoi clienti si occuperanno del marketing!

Sia che tu affitti appartamenti, camere, che gestisca un B&B  o un qualunque locale pubblico puoi sfruttare le foto dei tuoi clienti per farti pubblicità a costo zero.

I social ormai sono entrati nella vita di tutti noi, giovani e meno giovani utilizzano i social quotidianamente, che sia per svago o per lavoro, tutti hanno ceduto alla tentazione di postare un selfi o condividere il piatto appena cucinato, accompagnato semplicemente da un hashtag (se parliamo di instagram)  e restare in attesa di like e cuoricini.

Se non tutte  sicuramente  gran parte delle foto che vengono pubblicate sui social sono scattate in ambienti interni, ambienti che fanno da sfondo all’oggetto o alla persona soggetto della scena, qualche volta sono ambienti eleganti e curati che in foto fanno la loro bella figura, entrano nel mondo social e sono visibili a migliaia di persone e se hanno la fortuna di essere caricati sul profilo giusto ottengono un audience ancora maggiore.

Adesso pensiamo che anche gli ambienti delle nostre case vacanza, dei nostri B&B, sia gli ambienti più privati come le camere da letto, sia gli ambienti comuni delle nostre strutture se fotografati e postati  dai nostri clienti possono potenzialmente raggiungere un numero infinito di persone: possono diventare il nostro asso nella manica, il nostro strumento di marketing assolutamente gratuito.

Perché questo accada e dia i suoi frutti, non è sufficiente che i nostri interni siano “fotogenici”, devono stimolare il cliente a fotografare e/o fotografarsi all’interno della nostra struttura, per questo motivo dovrà essere un ambiente piacevole, interessante, particolare ma questo non basta. Perché il nuovo passaparola, quello dei social, funzioni l’ambiente dovrà avere una caratteristica imprescindibile: dovrà essere riconoscibile.

Un proprietario di appartamenti da affittare come case vacanza che ha scaricato la mia guida,  proprio qualche giorno fa, rispondendo alla mia mail mi ha detto:

Ho provato ad interagire con gli ospiti e pubblicare qualche fotina sul profilo fb, ma sembra che i social non facciano al caso mio

Questo è un errore, come ho spiegato anche a lui, ribadisco non basta che l’ambiente sia funzionale ed arredato con gusto, come in effetti il suo è, ma deve essere pensato e realizzato con questa finalità.

Dovrà quindi essere progettato in modo da diventare uno sfondo riconoscibile.

Riconoscibile si ma in modo discreto, il protagonista della foto è e dovrà rimanere il cliente, e si perché queste foto devono in primis soddisfare l’ego del cliente.

A questo punto entra in gioco l’abilità del progettista che dovrà riuscire a “brandizzare” la foto ma senza che questo risulti palese, inserendo elementi unici e riconoscibili, che non lascino dubbi sul luogo dove è stata scattata la foto.

Come fare? Questo va studiato caso per caso ma si potrebbe pensare ad arredi disegnati su misura che non è possibile trovare in commercio. Troppo impegnativo? In questo caso concentriamoci su alcuni elementi caratterizzanti.

Un esempio in un locale pubblico hanno creato  un’ illuminazione a  decoro di una parete fatta in modo tale che se una persona vi si appoggia sembra che sopra la testa abbia un’aureola, ed indovinate un po’, tutti quelli che entrano si fermano li davanti a farsi una foto. Certo questa pensata è molto più adatta ad un locale pubblico che ad un B&B, appartamento o albergo che sia, ma piccoli espedienti di questo genere possono far raggiungere l’obiettivo senza bisogno che nessuno lo chieda esplicitamente.

Se poi vogliamo dare un’ulteriore spinta alla pubblicazione di foto sui social, potremmo seguire, adattandola al nostro caso, la trovata di un ristorante che permette ai clienti di pagare in followers: ovvero chi raggiunge un certo numero di followers (naturalmente elevato) e pubblica le foto del locale e di ciò che ordina, può avere una o più portate gratis. Nel caso di un B&B potrebbe essere una colazione fino ad arrivare ad un pernottamento in più per chi è in grado di raggiungere un elevato numero di persone. Attenzione però, non facciamoci ingannare da profili falsi e followers fasulli, perché questo diventi una strategia di marketing tutto deve essere assolutamente reale!

E tu cosa ne pensi ti è piaciuta questa idea? Vorresti provare a caratterizzare insieme a me i tuoi ambienti?

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Come illuminare la zona trucco

L’illuminazione è un elemento molto importante nella realizzazione di qualunque ambiente della casa, ma c’è un luogo in cui l’illuminazione dovrebbe essere la protagonista: la zona della stanza da bagno dedicata al lavabo e allo specchio.

Una visione migliore aiuta a realizzare un trucco migliore, a scegliere i colori più adatti al proprio tipo di pelle, a decidere  qual’è la giusta quantità di trucco da utilizzare, in altre parole ad ottenere il risultato desiderato.

Vediamo quindi cosa dobbiamo ricordare quando ci accingiamo ad illuminare la zona trucco.

La parola d’ordine è ammorbidire:

le luci migliori per la zona trucco sono quelle che producono effetti morbidi e poco brillanti, le lampadine da preferire sono quelle specificamente pensate per questa funzione che sono bianche disposte ai lati dello specchio a formare una striscia proprio come gli specchi che usano i make up artist professionisti.

In un ambiente domestico però non possiamo e soprattutto non vogliamo rinunciare all’eleganza e all’estetica, quindi via libera alla scelta di graziose applique, raffinate sospensioni che contribuiscono a dare personalità alla stanza, l’importante è che siano adeguatamente schermate tramite un diffusore.

Grande importanza va data alla qualità delle luci che dovranno essere scelte tra quelle che hanno un’alta resa cromatica o CRI.

Più alto è il CRI migliore sarà la resa dei colori un CRI considerato molto buono parte da 80 o superiore.

Ma cos’è esattamente il CRI?

Il termine CRI sta per Color Rendering Index ed è un dato che ci dice in che modo una sorgente luminosa è in grado di riprodurre il colore di un oggetto da essa illuminato.

Come faccio a conoscere l’indice di resa cromatica della lampadina che sto acquistando?

Possiamo dire che una lampadina ad  incandescenza (ormai in disuso) raggiunge valori di CRI prossimi al 100, le lampadine a risparmio energetico hanno un CRI = 80, mentre le luci a led di colore bianco caldo offrono tipicamente un CRI > 80.

Perché il CRI è così importante?

Perché migliore sarà la resa cromatica dei colori, meno probabilità ci saranno di renderci conto una volta usciti di casa ed illuminati dalla luce naturale di aver applicato troppo trucco o aver scelto i colori sbagliati.

A chi non è mai capitato di entrare in una profumeria, provare un fondotinta ed acquistarlo con la convinzione che sia il colore perfetto per poi accorgersi una volta uscita che è troppo scuro/chiaro o assolutamente inadatto al proprio sottotono di pelle? Con una buona illuminazione questo non accade.

Quale voltaggio devono avere le fonti luminose?

Non possiamo stabilire il voltaggio giusto così a priori, ma è bene sapere che è meglio utilizzare lampadine con un basso voltaggio ed evitare le luci con una potenza troppo elevata.

La parola d’ordine in questo caso è “Più basso è meglio”.

Spesso siamo portati a credere che maggiore sia la quantità di luce maggiore sia la capacità di vedere, ma in realtà non è così; quello che occorre per una visione ottimale è la giusta quantità di luce, che non deve essere ne troppa ne troppo poca.

Adesso che sappiamo come scegliere le fonti luminose vediamo come disporle al meglio per avere una visione ottimale.

L’ideale sarebbe avere più di una fonte luminosa, come abbiamo già detto non deve essere diretta ma ammorbidita attraverso un diffusore. Possibilmente posizionate ai due lati dello specchio, equidistanti da quest’ultimo ed all’altezza del viso.

Nel caso nel nostro bagno siano presenti due lavabi con i relativi specchi andremo a posizionare tre punti luce: uno centrale equidistante dai due specchi e gli altri due uno per lato dei due specchi anche in questo caso equidistanti rispetto allo specchio.

Un errore assolutamente da evitare è l’utilizzo di luci che illuminino la zona specchio esclusivamente dall’alto perché le ombre prodotte andrebbero a creare o accentuare rughe, occhiaie ed eventuali altri inestetismi, inducendoci a correggere difetti che in realtà non esistono, ma che andrebbero ad appesantire e sbagliare il trucco.

In ultimo ricordiamoci che una buona illuminazione della zona trucco si ottiene illuminando adeguatamente tutta la stanza da bagno, quindi anche in tutte le altre zone della stanza, ci deve essere una luce dedicata: una luce per la zona doccia/vasca, una luce per la zona in cui si trovano i sanitari, ancora meglio se il bagno racchiude più funzioni, lo studio della luce sarà importante, senza dimenticare un’illuminazione generale che di solito si ottiene con luci a soffitto, da incasso o sospensione.

Altro elemento da non dimenticare quando si va a realizzare l’illuminazione della stanza da bagno è che in questa stanza è facile il contatto con l’acqua, è necessario quindi rispettare importanti norme di sicurezza.

Il bagno secondo la normativa viene suddiviso in zone che vanno dalla 0 alla 3, abbiamo quindi quattro zone che rappresentano differenti livelli di pericolo che è decrescente man mano che ci si allontana dal bordo della vasca da bagno o della doccia e per ogni zona dobbiamo utilizzare dispositivi elettrici che siano prese elettrice, interruttori o lampade, con un differente grado di protezione dall’acqua (IP).

Ma se non abbiamo tempo o voglia di metterci alla ricerca della fonte luminosa adatta andando a cercare tra un’infinità di tipologie di lampade e lampadine o magari, semplicemente preferiamo uno stile più essenziale e pulito, nessun problema numerose aziende che si occupano di arredo bagno ci vengono in aiuto proponendoci una vasta gamma di eleganti specchi con luce integrata.

Ne esistono di tutti i tipi e per tutte le tasche, partendo da oggetti dal design raffinato ed elegante proposti da aziende che producono arredi di alta gamma, ne è un esempio lo specchio che si può vedere nell’immagine, prodotto da Rifra, per arrivare alle soluzioni proposte da amazon, più economiche ma non meno interessanti.

SEDUTE ICONICHE

 

Ho deciso di iniziare una rubrica dedicata alle sedute che hanno fatto la storia del design. Sedute che conosciamo tutti molto bene ed ammiriamo quasi istintivamente ma che potremmo apprezzare ancora di più conoscendo dettagli della loro storia e particolari che hanno contribuito a renderle immortali.

Non dimentichiamo però che ogni giorno nascono nuove sedute, pronte ad entrare nella storia del design e fra un’icona e l’altra ci sarà posto anche per loro.

 

Thonet n°214 già n°14

Parlando di sedute iconiche non si può non partire da lei: la senza tempo Thonet n° 14, oggi n° 214, nota anche come “sedia in paglia di Vienna”.

Vede la luce ben due secoli fa dalla genialità di Micheal Thonet, un’ebanista austro ungarico, che ha saputo magistralmente coniugare creatività e tecnica costruttiva dando vita alla seduta considerata una pietra miliare nella storia del design.

La n° 14 nasce nel 1859, progettata per arredare un elegante e moderno bar viennese: il cafè Daum, ottiene un tale successo da diventare in breve tempo il simbolo dei cafè viennesi ed il pezzo più famoso prodotto da Thonet.

Destinata a diventare una delle sedie più vendute al mondo, è realizzata in soli sei pezzi tenuti insieme da dieci viti. La spalliera è un pezzo unico con le gambe posteriori, la cui curvatura anticipa le linee tipiche dell’Art Nouveau ma senza eccessi tanto da rimanere attuale anche al termine di questo periodo.

Tuttora molto apprezzata, non dimostra affatto la sua veneranda età: compirà 160 anni nel 2019, e possiamo ancora oggi ammirarla in numerosi locali pubblici.

Robusta, semplice, economica e dalle linee essenziali si può definire l’oggetto che ha dato inizio alla storia del mobile moderno, adattandosi alla produzione industriale.

Ma cos’ha di così rivoluzionario questa sedia?

Veniva realizzata con un un’ innovativa (per l’epoca) tecnica di curvatura del legno, messa a punto da Thonet. Lunghe barre di legno massello, rese elastiche per effetto della pressione e del vapore, venivano curvate fino ad assumere la forma desiderata.

Questa sedia veniva realizzata basandosi sul principio della divisione del lavoro (catena di montaggio). Ognuno dei sei elementi in cui è possibile scomporre la sedia era realizzato da persone diverse ed ognuna di queste realizzava sempre lo stesso elemento e questo permetteva di velocizzare il processo di fabbricazione e non da meno, era possibile spedirle in tutto il mondo stoccando, in una cassa da un metro cubo, la bellezza di 36 sedie smontate.

Leggendaria è la sua robustezza: si narra infatti che durante l’expo di Parigi del 1889, sia caduta dalla Torre Eiffel, da un’altezza di 57 metri senza subire alcun danno.

La sua robustezza insieme alla forma elegante e sobria le hanno permesso di restare immune al trascorrere del tempo e mantenere inalterato il suo fascino.

Dal 1862 quando è stata insignita della medaglia di bronzo all’Expo di Londra, ad oggi ne sono state proposte numerose versioni; l’ultima variante di questo classico è realizzata in frassino tedesco, in due versioni: quella chiara trattata ad olio e quella mordenzata scura.

Come facciamo a capire se la nostra Thonet 214 è originale? Semplice basta cercare il marchio sulla parte inferiore del telaio.

Design Democratico: 10 Euro di partica comodità

ADDE di IKEA

Piccola, semplice, confortevole, robusta”, così l’ha definita un personaggio che il design l’ha vissuto in prima persona e continua oggi a raccontarlo con sagace simpatia.

Resistente e leggera è impilabile, se ne può tenere in casa una piccola scorta da usare in caso di necessità, occupando lo spazio di una sola sedia.

Adatta ad un piccolo appartamento che non rinuncia ad accogliere ospiti nonostante lo spazio ridotto così come ad un grande maniero dove radunare la famiglia attorno ad un tavolo all’aperto, nelle serate estive.

Ebbene si, un altro suo punto di forza è la possibilità di essere utilizzata sia in interno che in esterno:

la sua struttura in acciaio verniciata a fuoco con polveri adatte ad ogni ambiente sostiene un sedile ed uno schienale in plastica propilenica, resistente ai raggi uv e riciclabile, caratteristiche entrambe non scontate neanche per prodotti di gamma superiore.

Accorgimenti questi che assicurano una lunga vita alla sedia e garantiscono il rispetto dell’ambiente perché i materiali che la compongono possono essere facilmente separati agevolando il riciclo.

Il design è semplice, minimale ma elegante nella sua essenzialità, per questo si adatta alla maggior parte dei tavoli in commercio, tavoli anche importanti: abbiamo imparato l’up and down con l’abbigliamento accostando indumenti di un certo valore ad altri meno costosi ottenendo look armoniosi e si sicuro effetto, perché non farlo anche con l’arredo ed il design?

Quanto costa? Quasi incredibile ma con la modica cifra di nove euro e novantacinque centesimi, possiamo portarcela a casa!

Dove la troviamo? Ma al “Paradiso del low cost” naturalmente! Quando si parla di low cost ormai tutti pensiamo ad IKEA ed infatti è li che possiamo trovarla.

Nell’ampia sala del negozio che espone sedie, quasi passa inosservata, circondata da sedute più costose e pretenziose, non può sfuggire però all’occhio attento di chi sa appezzare le linee pulite di un buon design.

Possibile che non abbia neanche un diffettuccio? Ebbene si un piccolo neo anche la nostra Adde ce l’ha: ogni tanto dobbiamo controllare le viti e tornare a serrarle se necessario. Ma direi che questo glielo possiamo perdonare.

7 segreti per rendere la casa più luminosa

Dai dati raccolti nell’osservatorio nazionale casaDoxa emerge che l’elemento considerato più importante nella casa è la luminosità.

In effetti la luce è un elemento fondamentale per la salute ed il benessere psicofisico delle persone.

E’ ormai scientificamente provato che un ambiente luminoso abbia effetti benefici sull’umore, una giusta esposizione alla luce sia naturale che artificiale, durante la giornata, può aiutare a migliorare il sonno durante la notte ed ancora a ridurre la sensazione di agitazione o depressione in persone che soffrono di disturbi di questo tipo.

Soggiornare in un ambiente luminoso, o forse è più corretto dire bene illuminato, dà quella sensazione di confort a cui tutti auspichiamo.

Peccato però che non sempre le nostre abitazioni siano strutturate in modo da offrire la giusta luminosità: esposizione a nord, finestre troppo piccole, ambienti angusti ci impediscono di godere appieno della luce naturale.

Se anche la tua casa è poco luminosa non disperare, segui i 7 consigli che sto per darti e vedrai la tua casa diventare pian piano sempre più luminosa,

confortevole e bella

Cominciamo dalLE PARETI: tinteggiamole con colori chiari, il bianco è per eccellenza la tinta che dona maggiore luminosità all’ambiente. Questo non significa che dobbiamo necessariamente dipingere tutto di bianco. Andranno benissimo anche i colori pastello dando la preferenza a colori caldi che sono più luminosi.

IL PAVIMENTO, anche in questo caso daremo la preferenza a colori chiari, se la nostra scelta ricade sul parquet, si opterà per un legno dall’essenza chiara. Nel caso invece fosse già stato posato un pavimento non adatto al nostro caso perché troppo scuro, potremmo optare per un tappeto dai colori naturali, chiari.

I MOBILI li preferiremo bassi, mobili troppo alti ostacolerebbero il passaggio della luce e sopratutto in un ambiente non molto spazioso si avrebbe una sgradevole sensazione di chiusura/oppressione togliendo ariosità all’ammbiemte.

IL COLORE BIANCO ci viene in aiuto non solo sulle pareti, se necessitiamo di contenitori spaziosi e non possiamo fare a meno di sfruttare lo spazio in verticale, allora scegliamoli bianchi e perché no con una finitura lucida che meglio riflette la luce contribuendo a donare luminoosità.

SUPERFICI RIFLETTENTI, che siano mobili, finiture per pareti o pavimento ci aiuteranno a diffondere la luce ed in questo caso non possiamo dimenticare la superficie riflettente per eccellenza ovvero lo specchio che sarà il nostro più grande alleato per dilatare spazio e luce. Se collocato sapientemente, in prossimità di una finestra, riuscirà a catturare la luce naturale per distribuirla all’interno del nostro ambiente incrementando esponenzialmente la luminosità.

ACCESSORI E COMPLEMENTI, non dimentichiamo che accessori e complementi di arredo possono aiutarci a rendere più luminosa una stanza, scegliamo tessuti dai colori neutri e chiari, nel caso delle tende saranno leggere e lasceranno filtrare la luce. Per sedie, piccoli tavoli o contenitori optiamo per la plastica trasparente o il vetro.

LA LUCE ARTIFICIALE, quando la luce naturale scarseggia una buona illuminazione artificiale può fare davvero la differenza. In questo caso non accontentiamoci di scegliere le lampade che più ci piacciono. Non dimentichiamo che avremo bisogno di utilizzare la luce artificiale per buona parte della giornata ed avremo bisogno di una illuminazione ben progettata che tenga conto delle differenti esigenze di luce durante giornata.

Se hai bisogno di aiuto per il tuo progetto di illuminazione contattami

Il segreto per avere una casa bellissima NON è spendere un capitale per ristrutturarla!

Continua a leggere e scoprirai perché

 

Se anche tu appartieni alla schiera di persone che ha per anni immaginato il momento in cui avrebbe avuto una casa tutta sua.

Hai iniziato a progettarla andando alla ricerca del luogo perfetto dove iniziare una nuova vita, ti sei soffermato davanti alle vetrine pensando a quando avresti acquistato quel magnifico divano, ed hai sognato per mesi forse anni sfogliando riviste di arredamento dicendo a te stessa che anche la tua casa sarebbe stata così.

Poi finalmente il grande giorno è arrivato, la tanto desiderata casa adesso è tua, ma fra il costo per l’acquisto, le spese di agenzia e tutti gli adempimenti burocratici il tuo buget si è assottigliato parecchio.

Improvvisamente la tua gioia svanisce perché ti rendi conto che dovrai tenere quel pavimento che non è proprio il tuo ideale, quei termosifoni un po’ vecchiotti e dal design non proprio attraente e quel corridoio così stretto e lungo, che sembra un cunicolo ma per il momento di ristrutturare proprio non se ne parla …

Che fare allora? Abbandonarsi alla depressione?

Direi proprio di no, la soluzione esiste è economica ed anche piuttosto veloce da realizzare, in questi casi il nostro più grande alleato è il colore: con un sapiente e consapevole utilizzo del colore potremmo ottenere un restyling di grande effetto e sorprendere i tuoi ospiti.

Non basta certo colorare una o più pareti per ottenere l’effetto “sorpresa”, il colore, come tutti gli strumenti di progettazione va saputo usare, solo così potremmo utilizzarlo per deviare l’attenzione da elementi impiantistici scomodi o focalizzarla su elementi particolarmente interessanti.

Con il colore, o meglio con campiture di colore è possibile riequilibrare elementi architettonici non proporzionati come ad esempio un soffitto troppo alto o basso, un corridoio troppo stretto o troppo lungo, mimetizzare un pilastro od evidenziarlo facendolo diventare punto focale di una stanza.

Qualche suggerimento per il fai da te:   


I colori scuri gravano.Gli ambienti sembrano più bassi se i soffitti sono a tinte scure.

I colori chiari alzano. Gli ambienti sembrano più alti se il soffitto è chiaro e le pareti scure.


Gli ambienti lunghi sembrano più corti se la parete di fondo viene messa in rilievo con un colore scuro.

Elementi scuri su una parete di fondo chiara spiccano con sensazione di maggior rilievo.

Elementi chiari su una parete di fondo scura risultano più leggeri, specialmente se di dimensioni eccessive.

Per creare armonia di colore nella percezione dell’ambiente, purtroppo, non esistono regole universalmente valide come per gli esempi precedenti.

La creazione di armonia di colore è lasciata alla sensibilità al gusto, alla conoscenza ed esperienza del progettista (chiunque esso sia) che studiando l’ambiente, la luce sia naturale che artificiale che andrà ad interagire col colore, darà una sua interpretazione personale armonizzando i nuovi colori con quelli già esistenti, nel rispetto del gusto di chi andrà a vivere la casa.

Con un sapiente bilanciamento del colore, ed una consapevole scelta degli stessi, il progettista sarà in grado di far percepire una sensazione di benessere a chi soggiorna nell’ambiente, al contrario un uso improprio del colore potrà creare disagio.

Un esempio

In una casa di vacanza al mare, dove si presuppone le giornate estive siano molto calde, la scelta di un colore freddo come l’azzurro farà percepire l’ambiente come più fresco, regalando una piacevole sensazione di confort e benessere.

Se alla conoscenza delle teorie della percezione e del colore aggiungiamo poi anche tanta creatività potremmo trasformare un ambiente apparentemente anonimo in uno ricco di personalità che lascerà tutti quanti senza parole. 

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Come scegliere il materasso

Siamo abituati a pensare all’arredamento in termini estetici ma gli oggetti di cui ci circondiamo hanno una grandissima influenza sulla nostra salute.
Il luogo del riposo più che mai va studiato con attenzione e particolarmente importante è la scelta del materasso.

Come scegliere il materasso

Passiamo un terzo della nostra vita a dormire ma non dobbiamo considerarlo tempo sprecato, infatti durante il sonno il nostro corpo si rigenera insieme alla nostra mente ma perché tutto ciò accada non dobbiamo limitarci a dormire, dobbiamo riposare bene. I fattori che concorrono ad un buon riposo sono molteplici ma l’elemento fondamentale perché ciò accada è il letto ed in particolare il materasso.
Come dovrebbe essere un materasso per garantirci un buon riposo? Dovrebbe adattarsi perfettamente alle esigenze del nostro corpo e farci sentire a nostro agio: donarci una sensazione di assoluta confortevolezza.
Dormendo su un materasso troppo morbido stando sdraiati supini la lordosi lombare si appiattisce e si sollecitano maggiormente i dischi delle vertebre dorsali che in questo modo non si rilassano mai veramente. Se invece ci adagiamo su un fianco, il bacino finisce per affondare nel materasso e la schiena assume curve anti fisiologiche.
Se utilizziamo un materasso troppo duro alla colonna vertebrale viene impedito di distendersi realmente e di assumere una posizione naturale.
Andiamo quindi ad analizzare i vari tipi di materasso presenti sul mercato per poter fare una scelta consapevole che si adatti perfettamente alle nostre esigenze. Dobbiamo prima di tutto fare una distinzione tra due grandi categorie:materassi a molle (tradizionali e indipendenti) e materassi senza molle (lana, lattice, memory foam).
I materassi a molle, come dice la parola stessa, hanno al loro interno delle molle formate da fili in acciaio, il materasso a molle tradizionale è formato da un unico filo che lega assieme tutte le molle dando una maggiore rigidità al materasso, la controindicazione di questo supporto è la mancanza di un sostegno differenziato per le varie parti del corpo. L’evoluzione di questo materasso sono le molle indipendenti: ogni molla è chiusa in un sacchetto di carta ed i sacchetti sono uniti fra loro. Questo materasso offre un supporto più flessibile e si adatta meglio all’anatomia del corpo. Non occorre dire che più numerose saranno le molle maggiore sarà il sostegno offerto dal materasso.
Passiamo adesso all’altra grande categoria i materassi privi di molle: ne esistono di vari tipi, quelli che utilizzano per l’imbottitura materiali naturali come la lana hanno il pregio di poter essere rigenerati più volte ed inoltre hanno la capacità di assorbire l’umidità ed disperderla velocemente lasciando il corpo asciutto. Tra le gomme abbiamo il lattice di gomma naturale espansa che un alto livello di elasticità ed è indicato per chi ha problemi di allergia alla lana. Un materiale attualmente molto apprezzato è il memory foam che è una schiuma a base di poliuretano e come si evince dal nome ha la capacità di “memorizzare” le forme ed il movimento del corpo. Rispetto ai materassi a molle hanno il vantaggio di essere più accoglienti e confortevoli ma hanno il neo di essere meno traspiranti. Quale risulterà più comodo è difficile a dirsi, dipende tutto dalle abitudini e dalle preferenze personali.